Formula della felicità e adolescenza.

scritto da Rivus
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo contenente mie osservazioni sulla felicità. Volevo scrivere qualcosa che assomigliasse molto vagamente a una poesia(o almeno dal mio punto di vista ci assomiglia) usando la matematica per esprimermi.
- Nota dell'autore Rivus

Testo: Formula della felicità e adolescenza.
di Rivus

Premetto che non sono un matematico e neanche un illuminato che ha raggiunto il nirvana. sono solo un misero umano armato solo delle sue riflessioni.

x=a+2b

Questa è per me la formula della felicità. x rappresenta quanto è felice il soggetto descritto dalla formula. x non rappresenta la quantità di felicità di una persona, ma è più una sorta di indice che, a seconda della sua positività o negatività, rappresenta un umore prevalentemente "triste" o prevalentemente "felice". "a" rappresenta gli stimoli positivi mentre "b" rappresenta gli stimoli negativi.
La mia definizione di felicità è molto diversa da quella comune. La felicità per me è un equilibrio da raggiungere e per fare ciò c'è bisogno di equilibrare gli stimoli positivi e gli stimoli negativi. Sì, la felicità di cui parlo io non è uno stato permanente di benessere senza limiti come spesso viene da pensare a noi umani. Francamente credo che il raggiungimento di questo stato sia un impresa impossibile, sia perché la mia esperienza personale me lo fa pensare, sia perché questa mia teoria sembra molto compatibile con la natura.

Nella formula si può notare come gli stimoli negativi siano il doppio degli stimoli positivi. Dietro a questa particolarità dell'equazione ci sono varie motivazioni. Il primo motivo è nuovamente costituito dalle mie esperienze personali. Credo di aver provato più stimoli negativi che altro nella mia vita e così credo pensino parecchie altre persone. Il secondo motivo nasce da una lettura in chiave evoluzionistica della formula. Si può riconoscere come questa nostra disuguaglianza tra gli stimoli, che ci vincola a un esistenza prevalentemente triste, è molto vantaggiosa per la specie umana. L'uomo, essendo triste per la maggior parte del suo tempo, di conseguenza trascorrerà parecchio tempo pensando a come migliorare la propria vita. Questo è probabilmente uno dei punti di forza più importanti(insieme ad altre caratteristiche intellettuali e fisiche) dell'uomo che ha permesso a quest'ultimo di surclassare tutte le altre specie animali. Il terzo e ultimo motivo non è altro che una mia riflessione. La felicità(intesa come stimoli positivi, benessere) probabilmente è così preziosa per noi proprio perché nella vita c'è n'è poca. Penso che se la vita fosse composta prevalentemente da felicità, quest'ultima perderebbe di importanza un po' come fa una moneta sotto l'effetto dell'inflazione. La felicità ha bisogno della tristezza per esistere.

Il valore ottimale di x è intorno allo 0. In un individuo normale questo valore tende ad aggirarsi spontaneamente attorno allo 0. Questo fatto l'ho notato riflettendo su come dopo un bel momento, di solito ce n'è subito uno brutto quasi come se stare bene avesse un prezzo.

Adesso spiegherò perché secondo me la felicità è un equilibrio e quindi il valore ottimale di x è 0. Il ragionamento dietro a questo concetto è molto semplice. Se una persona subisce troppi stimoli negativi sicuramente non sta bene e gli viene voglia di tagliarsi le vene. Invece se una persona subisce troppi stimoli positivi, quest'ultima finirà per sentire sempre meno piacere nonostante le grandi quantità di stimoli positivi. Ma non è finita qui. Una persona con un surplus di stimoli positivi accuserà un colpo molto più forte quando arriverà l'ora di pagare il conto della nostra vita emotiva. In pratica gli stimoli negativi peseranno molto di più rispetto agli stimoli positivi. Questa mia ultima tesi è avvalorata dal fatto che praticamente è lo stesso identico effetto causato da qualsiasi droga(che inonda il cervello di stimoli positivi) ovvero la tolleranza. In breve la tolleranza è una perdita di sensibilità in certi recettori del cervello se questi vengono stimolati eccessivamente. Per esempio molte droghe stimolano in modo sovrumano i recettori della dopamina che è un neurotrasmettitore che entra in azione per premiarci facendoci stare bene quando facciamo qualcosa di positivo per l'organismo tipo mangiare o riprodurci.

Un altro piccolo argomento collegato alla formula della felicità è la formula dell'adolescenza. È un argomento così relativamente semplice e corto che non avrebbe senso scrivere un testo esclusivamente per spiegarlo. La formula dell'adolescenza si presenta in questa forma:
x=(a-2b)y
In pratica questa formula cambia solo per la presenza di una seconda incognita, la y. Data la presenza di quest'altra incognita possiamo dedurre che l'equazione dell'adolescenza è irrisolvibile come lo è per me l'adolescenza stessa. Tutto quello che sappiamo riguardo a y è che può assumere qualsiasi valore compreso tra 1 e - 1. In pratica la funzione della y è quella di ribaltare la situazione emotiva del soggetto descritto dall'equazione.

Mi scuso per eventuali errori nella scrittura. È molto difficile per me spiegare un concetto complesso come questo quindi spero che mi possiate perdonare.

A questo punto ritengo di aver spiegato questo argomento al meglio delle mie possibilità. Spero di aver fatto un buon lavoro e che qualunque persona stia leggendo abbia afferrato il concetto. Sarei felice se condivideste con me i vostri pensieri sull'argomento. Detto questo vi auguro un buon proseguimento di giornata e vi ringrazio per l'attenzione prestata al mio testo.
Formula della felicità e adolescenza. testo di Rivus
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