Una possibilità ancora

scritto da Marupa
Scritto Ieri • Pubblicato 14 ore fa • Revisionato 14 ore fa
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Ispirato ad Henry Thomas, soprattutto "Honey, won't you allow me one more chance" (https://www.youtube.com/watch?v=y0Swc5mY3zA&list=RDy0Swc5mY3zA&start_radio=1) e Arkansas (https://www.youtube.com/watch?v=nGd4KBh-ekk&list=RDy0Swc5mY3zA&index=2)
- Nota dell'autore Marupa

Testo: Una possibilità ancora
di Marupa

Tornai che era notte,
una notte senza fiato di vento.
La luna era nata da un giorno,
sottile come un’unghia d’argento.

La testa mia piena di fumi,
di zolfo, di sali mordaci,
il cappotto incrostato di grumi
e un odore ostinato di braci.

Ho bussato piano alla porta,
poi forte, poi con il palmo aperto,
come si scuote la storta, dormiente
a svegliarla senza rompere il vetro.

Da dentro la tua voce,
più stanca che cattiva
“Va’ a dormire coi tuoi metalli,
che io già so dormire da sola.
Sogna di draghi, di genii e sciacalli:
con me hai finito la vita da spola.”

“Cara, lasciami entrare,
mi reggo in piedi per caso.
Non ho da bere, non ho da mangiare,
e non ho da abbracciare che il vaso.
La prossima volta, lo giuro,
Sarà l’ultima che mi stacco dal letto.”

Ti ho sentito ridere, ma era un riso ormai spento

“Il tuo oro non paga l’affitto,
la tua pietra non scalda il mio letto.
Hai dato fuoco al carbone,
alle foto, alle carte,
e ogni volta mi dici ‘poi smetto’.

“Ne ho abbastanza dei sassi,
Passerò al cioccolato...
Buonanotte!” dicesti,
lasciando l'ingresso serrato.

Ho fatto il giro senza che aprissi
Smontandomi in pezzi là sotto gli infissi.

Avrei cantato, quasi svenuto,
ero stanco, ma avrei cantato lo stesso:
certo, versi da vecchio buffone,
che avrei piegato le pinze,
e dimenticato il carbone,
non avrei pensato che a te
e avrei trovato un lavoro,
e comprato ogni giorno un vestito; insomma,
che avrei rinnegato il mio oro.

Sarò solerte, affettuoso,
cauto in ogni mia mossa.
Del pollo mi basterà qualche osso,
del pane rosicchierò appena la crosta.
E se ci sarà della birra, a te dolce mia piuma
andrà tutto il suo oro, mia gioia
e a me solo l’amar della schiuma.

Ma la voce mi restò in gola
Come un nodo di piompo malfatto.

Sopra il pesco, la luna crescente
scintillava color del bismuto,
prometteva che era “solo questione di tempo”
col sorriso ammiccante di un cerchio incompiuto.

Sentii allora bussare
Ma non alla porta di legno:
Era il cuor che batteva
Sulla soglia serrata di un regno.

Bussa ogni notte, a lei pur sdegnosa
Bussa e ribussa per tutta la vita.
La verità è una dama gelosa,
e mai lascia entrare finché
la tua impresa è davvero finita.

Una possibilità ancora testo di Marupa
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