Io sono toccata dagli angeli che fecero pasto delle mie speranze che diedero al ventre un nome segnato e una corolla di formule spente. Io sono toccata dagli angeli che si eccitarono per avermi spiata al vestibolo quand'ero nell'anima nuda. Io sono toccata lo hanno scritto gli stessi che mi manomisero ma le dita le dita con cui mi palparono ora giacciono appese ad un albero in fondo all’Averno. Migliaia d’arti sfrondati a chi ebbe l’ardire di celebrare sacro lo sfioramento vacillano nel computo delle bestemmie.
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