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“Chiedo scusa”
Vi ho lasciato
senza festa
né addio.
A volte
una parola di troppo,
più spesso
nessuna.
Vi ho perso
come si perde
una foglia in tasca.
Non ho capito
i vostri silenzi,
i tremiti
dove andava detta
una carezza.
Il mio cuore
era un pugno.
Adesso
è solo una mano
che cerca
l’ombra
del perdono.
“mi dispiace per tutte le volte”
mi dispiace per tutte le volte
che ho finto di non vedere la tristezza
che vi increspava gli occhi come il cielo di febbraio
solo perché avevo paura di ascoltarla.
mi dispiace per quando ho detto
“non sei tu, sono io”
quando invece eravamo entrambi
e non sapevamo più come toccarci
senza farci male.
mi dispiace per le parole non dette
quelle che avevano un sapore amaro
o troppo tenero
e perciò le ho ingoiate, lasciandovi
con l’amaro e senza il tenero.
mi dispiace per le battute fuori posto
le assenze alle cene
le sparizioni teatrali e le uscite di scena
senza neanche un inchino
che meritavate.
mi dispiace se ho fatto sentire qualcuno
sbagliato, fragile, troppo.
ero io,
fragile,
sbagliato,
troppo.
mi dispiace di non avervi tenuti meglio
nei cassetti del cuore
o almeno in quelli del rispetto.
e se oggi scrivo
non è per chiedere di tornare
ma solo
per dirvi
che vi ho pensato.
e che vi penso ancora.