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E sin dai nostri primissimi pianti,
poi che¹ dal grembo materno ci tolse
il nascimento, i tronchi fili² avvolse
in nodo a noi Cupido, ignoranti³
allor della ventura che ci incolse,
ché in vita avrem sofferto mali e tanti,
e della dea ch’entrambi raccolse:
ci vuol Fortuna destinati amanti.
Non tenderà più la fibra scarlatta
ora che siamo avvinti, non disfatta
l’avran le Parche; alla medesma sorte
è risvolto lo stame e in nessun punto
il fatal taglio averci può disgiunto:
morremo insieme, e sì ci vorrà morte.
¹subito dopo che
²i cordoni ombelicali recisi
³ignari, inconsapevoli