La Disperata

scritto da Fringuello
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Una grande sfida
- Nota dell'autore Fringuello

Testo: La Disperata
di Fringuello

                                              La Disperata.

Nel mondo degli scacchi c’è una ferita che non si è mai rimarginata del tutto: il giorno in cui, nel 1997, Garry Kasparov fu sconfitto da Deep Blue.

Oggi:
 

Ai vertici mondiali del gioco degli scacchi, molti consideravano intollerabile la supremazia dei computer. O meglio di certi programmi per computer, il più forte in particolare, Stockfish.

La sfida andava riproposta, ma anche preparata con cura.

Discutendo, un gruppo di grandi maestri da tempo in vetta alle classifiche mondiali, escogitò un piano.

In breve non era chiedere troppo, che a sfidare l’A.I. che ormai di questo si trattava, fosse un gruppo di 20 cervelli, datosi che ormai i programmi di gioco da tempo contavano su svariate cpu, alcuni addirittura su reti neurali.

Anche loro non giocavano da soli!

Andavano suddivisi i compiti del gruppo di lavoro.

Esemplificando alcuni maestri, si sarebbero occupati di trovare delle debolezze nello schieramento avversario.

Altri di evitare debolezze non volute nel proprio, che quelle volute sono in genere trappole a quei livelli.

Insomma si sarebbe scomposto il gioco in unità elementari ed almeno due Grandi Maestri se ne sarebbero occupati.

Ma ciò sarebbe stato solo giocare in maniera impeccabile, ed il motore lo faceva sempre, strappare solo la patta non era l’obiettivo.

Serviva un piano, come ragiona il motore? era la domanda di partenza.

I computer dai tempi di Turing , ragionano perché hanno un programma, caricato dall’uomo, e il programma funziona per algoritmi, procedure precaricate e ripetitive, attingendo a banche dati, riconoscendo pattern che preludono all’acquisizione di vantaggi, decisivi o meno, si sperava che non fossero andati troppo avanti nell’autoapprendimento. Ma ecco la debolezza, non inventano, mentre l’uomo si! E l’ambiguità li confonde, se non capiscono che piano ha in testa l’avversario, vanno in crisi.

Quel che serviva era metterci più inventiva possibile, portare tante minacce e lasciarle a metà passando ad altre minacce, così il suo schieramento, prima o poi avrebbe presentato una debolezza, sfruttando la quale a gioco corretto si perveniva alla vittoria …

I 20 Grandi maestri si quotarono, raccolsero finanziamenti ed alla fine poterono mettere in palio 20'000.000 USD.

Il privato, la società che avesse accettato la sfida doveva renderne disponibili altrettanti.

Chess.com, Un colosso del gioco on line accetta la sfida, si parte.

Alla prima riunione Carlssen, il campione del mondo in carica, avverte tutti, “guardate che è una sfida suicida, matematicamente siamo spacciati in partenza lui è accreditato di 3600 punti ELO ed il più bravo di noi arriva appena a 2800.”

Caruana replica, dimentichi la forza del gruppo, controllo e ricontrollo, non sbaglieremo niente, “tutti, anche le macchine, hanno un punto debole.”

Parlò anche Anand, “le nostre debolezze si annullano a vicenda, non è persa in partenza, lo porteremo sempre fuori dal seminato, comunque chi sa pregare , preghi.” Fu allora che Kramnik, rimasto in fondo alla sala, tirò fuori un foglietto ingiallito, una vecchia apertura, tutti lessero, il commento fu unanime: “ma non ha senso, non controlla ne occupa il centro, non prelude a nessun attacco, può al massimo creare una posizione chiusa.” La replica del campione fu, “ se non ha senso per noi, non ne avrà neanche per lui”. 

Carlssen chiese, ha un nome? Si, si, mi pare, ora non ricordo, ah , ecco, mi sovviene,  si chiama “La disperata.”

O.K. concordarono tutti, “bando alla scaramanzia, useremo questa!”

Mi raccomando, mosse ambigue, portare gli attacchi, ma interromperli e passare ad altri, fino a che non si scopre, lo dobbiamo sovraccaricare … concluse Carlssen.

                                                          Il gran giorno.

20 campioni umani, ben riposati, tutti sbarbati di fresco e dall’altra parte la macchina ed il suo tecnico. Erano le 9 del mattino a Los Angeles, la sfida messa on line , visibile in tutto il mondo.

L’arbitro fece partire il tempo, 120 minuti per le prime 60 mosse.

Alla 15^mossa, completamente fuori da ogni schema usuale…partì la serie degli attacchi degli umani, accennati, mai portati fino in fondo, la macchina non capiva quali fossero le loro intenzioni.

Ma anche gli umani non avevano per ora un idea precisa, stavano lavorandola ai fianchi come si fa con un pugile, per stancarlo, solo per surriscaldare i suoi processori.

Alla 30^mossa il tecnico notò un surriscaldamento anomalo , da troppo la macchina non trovando i giusti algoritmi e neanche un senso alla strategia, stava usando la forza Bruta. Analizzava tutto e con gran dispendio di energia e continuava a surriscaldarsi.

Prima che la macchina andasse in burn out, il tecnico attivò il Protocollo di Raffreddamento: la macchina, costretta a rallentare, smise di picchiare con la forza bruta e iniziò, per la prima volta, a pensare senza farsi male. Ma ora pensava come un uomo, un gran campione ma un uomo, E con pause, impiegava più tempo degli umani.

Così, alle soglie della 60^mossa, aveva consumato quasi tutto il tempo a disposizione.

La posizione era in equilibrio di pezzi e di posizione, era anche piuttosto chiusa e quindi non era il tipo di posizione preferita da stockfish.

Inesorabilmente la lancetta del suo orologio cadde, aveva consumato tutto il tempo, così la macchina perse.

Non per una carenza nel gioco, bensì dell’hardware, ma era stata una sfida leale, anche gli umani sarebbero potuti andare in crollo nervoso.

Magnus Carlssen , fece il numero di Kasparov sul suo cellulare, hai visto Garry, Disse. Ti abbiamo vendicato!
Poi ripiegò il foglietto ingiallito, ora anche sudato e lentamente, guardando i suoi, disse: "la Disperata, non è un apertura, ma un modo di essere ancora umani."

 

 

 

La Disperata testo di Fringuello
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