SETTE POESIE VARIE

scritto da albatro
Scritto 25 anni fa • Pubblicato 25 anni fa • Revisionato 25 anni fa
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Testo: SETTE POESIE VARIE
di albatro


- I -

Questa notte
i miei sogni
si fondono nell'aria
come colombe di carta
in volo.

Rimorsi e ricordi
nel vento ansante
si fondono
in note magiche
e soffuse.

Sospesa
la mia mente
nella marea decrescente
intraprendo sogni
che mai si era
osato sognare.


- II -

Ho chiesto al vino
la dolcezza
di un inganno
e ad altri misteriosi artifizi
il riposo nell'oblio.

E mi rammentano
i sepolti istanti,
e i nascosti sospiri,
e il tempo in cui eravamo felici.

Ebbro, prego
la dea incoscienza
che mi avvolga
e mi leghi
come fresca seta
e nella sua dolce forma,
e in così avvenente apatia,
lasciarsi morire.

- III -

Come amo
gli ultimi viscidi raggi
che irrequieti
strisciano
sull'acqua
e si acciottolano
sulla spiaggia
in moti contorti.

Anch'io sfuggo
alla mia sera
spaventato,
e com'era tiepida la mia vita,
prima che la notte
si tuffase in me,
col suo mare di stelle.

- IV -

La notte vestita a lutto
si tuffa nei campi
e piano risorge
in un crepitio di foglie
che mastico in bocca.

Una voce
stride e si insinua
tra le stelle
nella notte crivellata
dal canto del grillo.

E le mie orecchie
si coprono di sangue
e i miei occhi
si velano di giallo
e lo spettro mi invade
con la sua ultima
sporca maschera
di pazzia.

- V -

Nel pallido mattino
sulla strada
si spiegano le ruote del carro
su di un drappo di foglie.

Il cielo si veste di fumo
e si muove
come un pesce grasso
nel dubbio dell'aria.

E tutto si assopisce
pregno di un liquido
sciolto e cruento
come di neve sporca.

E' il vecchio autunno
che trema e dura
con le memorie
che scivolano
dai colli e si fanno perle
e sfilano
tra le dita del sole
nella pioggia.


- VI -

Sviscerato dal fuoco
dell'angelo
del mattino
sento una melodia
splendere distante.

Una polvere di diamanti
naviga intorno
nell'aria
e torna la quiete
eppur io sono assente.

I rimorsi di un uomo
nel sole
e il cielo sotto i piedi
il dubbio si fa pietra
e le scuse senza nido
cadono vuote.


- VII -

All'erta,
sottoterra,
i giorni sorgono
sempre più smunti
e i raggi si spalmano
come grassi ambasciatori
di un futuro incerto
sul cielo e sui prati
a grosse campiture.

E ogni ora si stende
in un lungo camposanto
spiegando ombre oblunghe
come vele di nere colombe
ai confini dei miei deserti.




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