Quando il 2 marzo del 2001 i talebani bombardarono due grandi statue di buddha in afghanistan, il mondo si indignò; eppure quei credenti islamici avevano raggiunto il potere, nella loro nazione e anche se i loro metodi erano terribili, dal loro punto di vista ( indubbiamente integralista ) di “guerrieri di allah” ciò che fecero con cannoni, cariche di esplosivo e kalashnikov nella valle di Bamiyan, a 2.500 metri di altezza, tra le montagne incantate dell' Hazarajat e contro due gigantesche statue vecchie di 1.500 anni ( simbolo della tolleranza anche per chi non è buddista) non era peccato né atto contro natura e si rinselarono del fatto di aver sollevata tanta indignazione nel mondo. Mondo che disse: non è giusto, è un infamia. Dal canto loro i talebani avevano detto: non è giusto idolatrare chicchessia e i simboli sono contro Allah, la sua parola e contro natura!
Chi aveva ragione? Chi torto? Non sarò io a dirlo...ma certo piango quelle statue millenarie distrutte dalla convinzione fanatica di chi crede di essere nel giusto, contro tutto e contro tutti e, in particolare, contro il passato dell'Umanità.
Giorni fa, con spontanea sincerità, io ho dichiarato ad una bravissima scrittrice di ali, particolarmente meritoria per la sua passione animalista che la porta, credo, a sacrifici non comuni che, pur amando la Natura da sempre, per oltre trent'anni della mia vita sono stato cacciatore ( di animali, ovviamente...) girando il mondo per questa mia passione fino a quando non ho sentito il bisogno di smettere e ho continuato a vivere nella e di natura senza però più andare a caccia... La risposta sua mi ha raggelato: oltre ad accorgermi che era indignata contro tutti i cacciatori ( e non condanno questa sua visione ) in pratica ha usato termini abbastanza duri per darmi indirettamente ( ma non troppo ) “ dell'assassino” col dirmi che chi uccide un animale uccide una vita e, quindi, è come se uccidesse un qualsiasi altro essere vivente, anche l'uomo.
Un profondo rammarico mi ha pervaso: mi sono sentito amaramente dipinto come statua hitleriana, simbolo di crudeltà innaturale e perfido residuo di sensi oscuri . Io che – e non vi appaia strano – amo Natura ed Animali quanto, se non più, degli altri.
“ Che assurdità” Voi direte concordando con la brava autrice animalista: “ ami gli animali e li hai uccisi? Chè, forse non avevi di che cibarti? Ddài...non dire stronzate!!!! il cacciatore è un assassino per mero sport...per divertimento! È come se ammazzassimo bambini in africa che corrono nella savana...o lasciati indifesi dai genitori...o come i nazisti che sterminavano le cosiddete « razze inferiori »...lascia perdere, ha ragione la buona animalista...”.
Ma io sono io...e sono un uomo. Oltre questo non ho certezze né religioni che mi condizionano o ragioni da difendere: ho solo una coscienza che è mia, solo mia e mi sorride o rimprovera al mattino, quando mi faccio la barba. E allora mi sono chiesto: come mai per gli oltre trent'anni di quando andavo a caccia, lo specchio non mi ha sputato in faccia, la mattina? Ero diverso? Ottuso? Cretino e sordo assassino? E perchè ora che da un decennio non vado più a caccia mi sorride - tale e quale a prima - senza farmi sentire in colpa per quel passato? Domanda retorica, ovviamente, perchè io so da sempre la risposta.
L'uomo, diceva Charles Darwin “ ≪ mantiene ancora nella sua struttura corporea l’impronta indelebile della sua umile origine ≫ che risalendo a circa 2.500.000 anni fa si è evoluta lentissimamente, come il suo dna, motore centrale ed alchemico del nostro vivere quotidiano. In questo lunghissimo periodo l'Uomo è stato di tutto ma, essenzialmente, cacciatore raccoglitore e ciò fino a solo poco più di 10.000 anni fa; e poi ancora cacciatore-agricoltore fino a meno di un secolo fa. Perchè? Perchè è nella sua natura, nel suo dna. E questa è affermazione scientifica: si tenga presente infatti che l'uomo presenta delle peculiarita biochimiche più vicine ai carnivori “obbligati” che lo distinguono da buona parte degli altri primati.
Per esempio, abbiamo un’insufficiente capacita di sintetizzare la taurina da aminoacidi precursori di origine vegetale; inoltre, cosi come avviene negli altri carnivori, l’uomo è incapace di produrre acidi grassi C20-22 a partire da precursori C18 presenti nei vegetali, mentre è in grado di sintetizzare l’acido ascorbico a partire dal glucosio, laddove i primati (molti dei quali consumano quote variabili di cibo animale) non ne sono capaci. In più l’anatomia comparata ci dice che i pongidi (cioe le scimmie moderne piu vicine a noi dal punto di vista genetico) hanno un intestino molto piu lungo e metabolicamente attivo del nostro, poiche la loro dieta è in gran parte vegetariana. Al contrario il nostro intestino (e particolarmente il colon) non è predisposto per la digestione di grandi quantità di vegetali. Anzi, la preferenza genetica e il progressivo adattamento per cibi a elevata densità energetica, ha prodotto un ulteriore progressivo accorciamento dell’intestino anche in epoche “storiche”, tanto che oggi possediamo un intestino significativamente più corto di quello delle mummie egizie.
Insomma, l'Uomo “è” cacciatore da sempre: la caccia è nel suo dna! E se la sua necessità alimentare non è più legata ad essa, è difficile pensare che l'abbrivio del tempo “genetico” faccia scomparire l'istinto di cacciatore che è maturato nell'essere umano in oltre duemilioniemezzo d'anni.
Ma c'è di più: gli animali uccidono: eppure raramente li consideriamo assassini.
Il Falco e l'Aquila, ad esempio, cacciano lucertole, insetti e piccoli mammiferi ma non disdegnano uccelli ( il falco lodolaio è l'unico rapace in grado di inseguire e cacciare una rondine); soprattutto, le aquile di alta quota cacciano corvidi, conigli, piccoli di caprioli, di daini, di mufloni, serpenti etc. etcetera.
Quindi, allorquando la mia amica cura e libera un falco e poi lo rimette in libertà, libera un animale... assassino. Che uccide. Per alimentarsi - mi dirà lei - ma sempre uccide. Perciò: l' animale è assassino come l'uomo che va a caccia della sua preda e poi la mangia ( così come facevo io ).
Allora – e cerco di concludere – assassino, io, di caprioli e mufloni con la mia carabina.... oppure solo “armato” collega dell'aquila che ruba l'agnello al camoscio, lo uccide lasciandolo cadere all'alto sulle rocce e poi se ne ciba?
Solo un Giudice Talebano potrebbe dire: questa – l'aquila - uccide giustificatamente, per cibarsi...l'altro - massimo - è assassino perchè potrebbe farne a meno...quindi la prima “non“ uccide, il secondo sì!
Ma anche i governi potrebbero fare a meno di bombardare statue ed uomini o mandarne altri a scannare bimbi, donne e adulti...Eppure non vedo tanti animalisti sfilare tutti i giorni davanti ai parlamenti per gridare “assassini!”.
Mio nonno mi raccontò che andava a caccia tutti i giorni per sfamare la famiglia numerosa, in America...Io non mi vergogno di essere suo nipote...nè di essere stato cacciatore, rectius, “uccisore” di animali. E provo un moto nell'anima di fronte a coloro che, in buona fede ma talebanicamente giudicano con intolleranza chi “uccide” gli animali e giustifica le guerre: ma io non sono statua né un buddha da bombardare. E non riconosco - senza con questo voler generalizzare - maggior amore per la natura ai non caciatori: un mio cliente della Lipu, invece di distribuire fagiani e starne nei loro areali naturali, li uccideva, li spennava e li vendeva ai ristoranti.
In bocca al Lupo!
ANIMALISTI BUONI O TALEBANI CATTIVI? testo di Pellegrino2