Sto bene,
perché ogni giorno
prendo a pugni paura e dolore,
prendo a pugni paranoie e debolezze,
ma fa male
perché è come prendere a pugni delle api,
non colpisco mai il segno
e se lo colpisco, mi pungo.
Però sto bene,
perché so che passerà
e mi godo le punture
e provo piacere a curarle
a vederle sparire.
Sto bene,
perché a volte guardo le cicatrici,
cicatrici di ferite passate,
e penso che è grazie a loro
se sono ciò che sono,
e se non mi piace ciò che sono
allora farò in modo di cambiare
e cicatrici che ancora devono formarsi,
di ferite ancora aperte che
disinfetto ogni giorno
e bagno con lacrime che non sono mie,
perché io non piango mai.
Però sto bene,
perché ho capito che
questa agrodolce malinconia
è parte di me,
e ci convivo,
e ci discuto a calci e pugni,
ma spesso vince lei
e rimango disteso
sull’asfalto
con occhi neri e costole rotte.
Però sto bene,
perché sono giovane e sono forte,
e ho una vita davanti
e ne ho paura,
ma sono curioso,
del futuro.
Ed infondo sto bene,
perché so di essere
teatrale e drammatico
e mi rifugio nei miei lamenti,
che forse infondo sono esagerati
e ringrazio i pochi che mi sopportano,
perché forse io non lo farei.
Ed infondo sto bene,
e se non sto bene,
starò bene.
Sto Bene. testo di Tommaso Attanasio