ULTIMO ATTO D'AMORE (SERVO E PADRONE)

scritto da ALBERTOBARINA
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Testo: ULTIMO ATTO D'AMORE (SERVO E PADRONE)
di ALBERTOBARINA


Non è per fare pipì
che sono sceso dall'auto,
ma perchè l'amore del mio padrone
raggiunge il suo culmine,
e va in vacanza.
Cosa resta
di quel mio essere soprammobile docile,
di quelle sue mani calde
buone anche per sgridare,
sempre pronto a giocare
e a sedermi quando vuole lui.
Sono io il servo,
ma non serve più
quell'affetto magico che dò;
e sono già un giocattolo rotto,
un peluche da discarica.
Grazie per questo momento intenso d'asfalto,
per questa mia nuova,semplice,
modesta, ultima casa.
E non ho più
nè zampe nè coda;
il fiuto si fa debole,
nella voce che consumerò per difendermi.
Ma in fondo io lo amo ancora?
Sono io il servo
ma non servono più
quegli occhi,
quell'abbaiare tenero che ho;
e sono già un fantoccio di pezza,
che si compra e poi si disprezza.
Grazie per questo momento
intenso di sole,
per questo mio bere l'asfalto,
per questa mia nuova, semplice,
modesta, ultima casa.











ULTIMO ATTO D'AMORE (SERVO E PADRONE) testo di ALBERTOBARINA
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