Uno sguardo profondo e struggente sul dolore di intere "sacche di umanità" che oggi vengono rappresentate dalle cronache solo per gli effetti catastrofici che esse hanno sulle nostre comode e indifferenti, quando non intolleranti esistenze.
- Nota dell'autore Ivy Dumonde
Testo: Piovve di Ivy Dumonde
Piovve sugli scheletri delle case sventrate dal fragore di bombe Piovve sui poveri corpi martoriati e nudi tra le macerie sparsi Piovve tra le colonne di fumo nero dei mortai sparati a sorte
E piovve sulle sirene impazzite, sugli ospedali gremiti di carne tranciata, di ossa e di cuori spezzati Piovve sulle urla dei reduci, sugli abiti laceri e lerci di bimbi randagi tra cumuli di detriti e ceneri abbandonati e persi
Piovve sulle aride sponde incuranti e ree, sulle povere spoglie, sulle carcasse gonfie di vite perdute, adagiate a riva dalle pietose onde, dall’estrema sfida e un’agognata patria, sopraffatte e vinte.
E piovve sulle bare allineate, sulle banchine affollate di lunghe orazioni di sepolcri imbiancati, Piovve sulle schiere dei naufraghi trasfigurati e fradici del recente orrore Piovve sull’immenso dolore e su ogni speranza
E infine piovve sui calici avidi degli scranni beffardi e ciechi Piovve il sangue fragile e inerme di umili sogni infranti e senza pretese.
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