Ho fede nelle tue mani ben più che nel tuo cuore, perché hanno squarciato mollemente il petto da cui si erge un ramo tormentato di fiori. Le tue mani così cieche alla ricerca della luce, calde come la notte tra le agavi e il mare, leggere come la luna tra le imposte, così goffe e ineluttabili, come il destino , mi tiravano a sé dai treni in corsa a ovest nell'arsura estiva. Le tue dotte mani, sapienti e audaci a mietere messi di baci nella penombra senza tempo.
Le tue mani uva, fichi, le tue mani calici del mio vino. Le tue tenere mani logorate dalla paura, così fragili e stanche a trattenere ritorte sul mare insondabile della sorte. Le tue mani magnifiche e onnipotenti, vita e morte sui miei occhi assenti. Le tue mani che mi hai negato per celia, le tue mani assassine, le tue mani bambine, possa io stringere le tue mani nelle mie mani in un viluppo di mani più potente della morte, più forte di ogni assenza.
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