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Ci ho pensato varie volte a pubblicare le mie poesie, per non farle andare perdute. Vorrei che a mio figlio rimanessero. Né mio figlio né i miei familiari sanno dell'esistenza di questo sito. Non conoscono Rainbow e le sue sfumature.
Però mi chiedo: e se fosse giusto così? Se fosse giusto che le mie parole morissero con me?
Ne ho visti tanti, di autori, che appena hanno pubblicato, spesso a proprie spese, si sono convinti di essere importanti e si sono persi. Voglio davvero perdermi? Voglio davvero perdere la mia voce? Non lo so.
Di sicuro mi piacerebbe che mio figlio mi ritrovasse nelle cose che scrivo e che vi ritrovasse anche il sé stesso di oggi, o di qualche anno fa. Perché scrivo prevalentemente di lui, e questo lo sapete.
Ma poi mi domando: gli interesserebbe? Non lo so.
In generale, in questo mondo dove conta soprattutto apparire, dove bisogna sembrare performanti e brillanti, io ho scelto di restare nel mio eremo. Ho deciso di essere, e non di sembrare.
Forse è giusto che le mie parole muoiano con me.