Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
La democrazia è una delle forme di governo più complesse e antiche, eppure viene ancora oggi considerata la pietra miliare delle principali potenze mondiali, o almeno, questo è ciò che ci viene fatto credere. So bene che aprire gli occhi è difficile, soprattutto per noi italiani, poiché questo ci costringe ad uscire dalla nostra zona di comfort e a guardare al di là del nostro naso; tuttavia, vi chiedo di fare questo sforzo. Oggi la politica, pur dovendo essere sulla carta un’entità autonoma, incorruttibile, non ricattabile e votata dal popolo con l’unico scopo di fare il bene della nazione, si dimostra l’esatto contrario. Partiamo dall’aspetto più critico: la ricattabilità. Questo non è un problema unicamente italiano, ma globale. I veri “padroni” non siamo più noi cittadini, che esercitiamo la sovranità attraverso il diritto e dovere di voto, ma una ristretta élite finanziaria mondiale come JP Morgan o BlackRock che non agiscono attraverso rituali esoterici, come sostengono i complottisti, ma semplicemente acquistando e speculando sul debito pubblico degli Stati, innescando crisi devastanti, come l’attacco speculativo alla Lira e alla Sterlina del 16 settembre 1992, quando una singola operazione finanziaria, eseguita da un privato, mise in ginocchio due grandi nazioni occidentali, l’Italia e il Regno Unito, bruciando risparmi e riserve statali. L’altro nodo cruciale riguarda il comportamento della classe politica italiana. Più che leader capaci di guidare un Paese, i politici odierni sembrano amministratori di condominio, o meglio ancora dei follower, infatti, pur di mantenere salda la propria posizione, ovvero la loro poltrona, rinunciano a realizzare piani strategici a lungo termine, spesso impopolari, che possano trasformare l’Italia in una vera potenza economica e industriale, preferendo misure elettorali a breve termine volte unicamente a compiacere la pancia dell’elettorato. Questa debolezza si nota soprattutto quando il governo si trova ad affrontare temi tecnici o complessi: pur di non prendere decisioni sgradite al proprio elettorato, preferisce lavarsene le mani scaricando la responsabilità direttamente sui cittadini, tramite referendum iper-specialistici su cui la maggior parte delle persone non ha alcuna competenza per esprimersi. Tutto ciò non genera altro che un immobilismo cronico che, se non risolto al più presto, è destinato a condurre il nostro Paese verso un inevitabile declino.