Sogno parzialmente lucido

scritto da Testadolce
Scritto Ieri • Pubblicato 21 ore fa • Revisionato 21 ore fa
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In questa storia racconto un sogno parzialmente lucido che feci molto tepo fa e nei sogni ovviamente è tutto al contempo sia sovrannaturale, per ovvi motivi, sia autobiografico (ogni sogno che facciamo, luci o no, in fondo parla di noi.
- Nota dell'autore Testadolce

Testo: Sogno parzialmente lucido
di Testadolce

Ero in camera mia da sola, di pomeriggio, quando mi cadde un pesante libro addosso, uno di quelli dell'enciclopedia che tengo sempre sugli scaffali ; poiché non mi fece per niente male, capii di stare sognando e decisi di sfruttare la cosa a mio vantaggio cercando di controllare il sogno . Avevo letto esperienze del genere su vari forum.

Innanzitutto mi concentrai , provando a materializzarmi in mano un cono gelato ; sono sempre stata molto golosa: volevo ottenere ben di più, quello era un semplice test delle mie capacità. Evidentemente sbagliai qualcosa perché ottenni solo di tinteggiare, con rombi verdi e blu, le pareti della mia stanza.

Anche se non avevo ottenuto ciò che volevo... si trattava comunque di un notevole sfoggio di forza mentale di controllo onirico e così , invece di scoraggiarmi, decisi di puntare finalmente a ciò che volevo davvero.

All'epoca ero follemente innamorata di un uomo con cui sapevo non sarei mai potuta stare per tutta una serie di validi e invalicabili motivi, purtroppo, compreso il fatto che era già sposato. In questo testo lo chiamerò Vittorio per tutelarne la privacy.

Mi concentrai al massimo, quanto alla mia forza di volontà non avrebbe potuto essere più grande, per evocare Vittorio nella mia stanza: nella realtà il mio era un amore non solo proibito ma anche mai confessato... nel sogno speravo di avere un idillio romantico con lui.

Vittorio giunse effettivamente nella mia stanza, con mia somma felicità... proprio di fronte a me, a distanza di bacio. Pochissimo dopo, però, neanche il tempo di dire o fare niente, qualcosa andò storto: lo vidi invecchiare davanti ai miei occhi così rapidamente che il conseguente e comprensibile shock mi cancellò del tutto dalla mente la consapevolezza di stare sognando. Quanto poi al come potessi credere vero un evento del genere, rifletteteci: nei vostri sogni, quante cose vi sembravano perfettamente normali e logiche per poi, al risveglio, restare stupiti di ciò? Succede molto spesso!

Mentre Vittorio invecchiava davanti ai miei occhi a una velocità enorme, arrivai addirittura a temere che l'avrei visto morire e ridursi in polvere, ossa comprese. Giustamente urlai dalla paura ; ancora oggi, dopo più di un decennio, ricordo bene quel grido. A quel punto, Vittorio se ne andò di gran carriera ed io ipotizzai, ricordate, ormai credevo che fosse tutto vero, avesse pensato che fossi terrorizzata da lui in sommo grado e di farmi un favore andandosene... mentre, in realtà, io ero terrorizzata per lui e non da lui.

Io ovviamente lo inseguii, gli corsi dietro senza pensarci due volte e ci ritrovammo entrambi in una grossa stanza bianca completamente vuota. Lui corse via di nuovo ed io lo inseguii per altre due stanze, non ricordo come fossero fatte, prima del gran finale.

Alla fine mi ritrovai in un parco gigantesco ; era notte, pieno di gente: stavano festeggiando un matrimonio. Ricordo con nitidezza l'erba scura, gli alberi lontani oltre i confini del parco, la Luna, le stelle, la grandissima folla di persone , il vestito bianco e ampio della sposa e tutti quei tavolini pieni di cibo con tovaglie bianche.

Vittorio ed io eravamo molto lontani, essendo io a un capo dell'enorme parco e lui a quello opposto ; tra tutta quella folla, bastava già la ressa a rendere difficile raggiungerlo . La già grande distanza tra noi e il fatto ormai evidente che lui corresse più veloce di me... compresi che non lo avrei mai raggiunto, per quanti sforzi potessi fare.

A quel punto misi le mani a coppa davanti alla bocca e con tutta la forza e il fiato che avevo in gola urlai:

"Ti amo!"

Tanto ormai avevo da perdere nel confessarglielo? I motivi ostativi non reggevano più dato che, ero convinta, lui stava per morire. Ero anche convinta che lui mi fuggisse per non terrorizzarmi , quindi, come minimo, ero anche in dovere di chiarire l'equivoco: rivelargli i miei veri sentimenti in quel modo doveva sortire il proverbiale effetto di due piccioni con una fava.

A quel punto il sogno finì ed io mi svegliai.

Sogno parzialmente lucido testo di Testadolce
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