PANICO: star male per paura di star male.

scritto da Pontafix
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Testo: PANICO: star male per paura di star male.
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Il disturbo più diffuso sulla terra, particolarmente tra i giovani, è l’attacco di panico. Si tratta di un attacco improvviso e spesso inspiegabile. Invade le vite delle persone entrando dalla porta principale senza chiedere permesso o avvertire, scatenando sintomi preoccupanti: battito accellerato, sudorazione, difficoltà a respirare ma soprattutto paura di morire.

Eh si, perchè non si ha modo di riconoscerlo non conoscendone le cause nè gli effetti ed ovviamente non lo si riconosce e vivendo, perciò, attimi di terrore. Attimi che possono essere di breve o lunga durata ma comunque attimi che, come ogni prima volta, non si dimenticheranno mai. Attimi che arrivano così, all’improvviso, mentre si canta in macchina, sotto la doccia o mentre si gioca a calcetto. Ovvia e immediata la corsa in ospedale, accertamenti, visite e controlli di rito tutti fortunatamente con esito negativo. Per la gioia di tutti si torna a casa. Ma non si smette di pensare a quel momento, come se qualcosa stia afuggendo al proprio controllo. Aumentano le preoccupazioni e si regisce all’esito degli accertamenti come se i risultati ottenuti fossero una disgrazia. Cos’è stato? Non si trovano risposte, ma si pongono altre mille domande. Ci si accorge da quel momento di non stare più sereni e rilassati. Si vive con una fottuta paura di poter star male di nuovo. Praticamente si sta fermi, isolati, immobili ad aspettare che quella cosa strana torni a farci del male. E puntualmente torna! Agitazione, preoccupazioni, pensieri di ogni genere, si tiene tutto dentro per timore di essere considerati pazzi. Ma questo stanca, bisogna parlare, bisogna raccontare ogni emozione, stato d’animo e paura! E allora si inizia a dire qualcosa, magari all’amico stretto o al genitore ma si ottiene una sola risposta: ”non hai niente!”. Una risposta che blocca sul nascere qualsiasi voglia di dialogo. Una risposta che condiziona le persone a comportarsi diversamente, ma soprattutto una risposta che fa da molla per cercare conferme dai medici.

Si entra così in uno stato di fissazione di cui il cervello ne ha pieno controllo. E’ come se mente e corpo fossero due cose separate. E’ come se si stesse guardando la propria sofferenza dall’esterno, increduli e purtroppo con totale incapacità a reagire. Si rimane inermi a farsi logorare da questo disturbo. Si ha solo voglia di fare visite di ogni tipo con la convinzione che ”…se i medici diranno che non ho niente allora mi tranquillizzerò e mi passerà tutto”. Ma ben presto ci si accorge che non è cosi! Le visite vengono fatte e i risultati sono incoraggianti, ma non passa niente anzi tutto si amplifica e le domande aumentano: ”Se non ho niente perchè sto male?”. Si ha quasi voglia di soffrire di qualcosa, si spera che alla prossima visita i medici trovino il male che ha distrutto la propria vita. Ma è tutto invano. ”Non hai niente!”.

Eppure la verità è un’altra, la vita è cambiata in un batter d’occhio. Ciò che caratterizza il disturbo è la presenza di attacchi inaspettati e ricorrenti, che si associa al timore di averne altri, che a sua volta provoca un restringimento delle attività che la persona si sente in grado di realizzare.download

Un uomo che teme di soffrire, soffre già di quello che teme. Montaigne.

L’attacco di panico è una bugia del cervello che induce a pensare di essere malati e a comportarsi di conseguenza. E’ una violenza psicologica capace di spogliare le persone delle proprie sicurezze. Privati di tutto, a queste persone non resta che aprirsi totalmente. Raccontare, sfogarsi, parlare! Senza paura, senza imbarazzo e senza vergogna! Bisogna reagire, e subito! Bisogna riappropriarsi della propria vita! Anche con un aiuto medico quale può essere lo psicologo o altro. Ma questo non può e non deve bastare! Bisogna impegnarsi e mai rassegnarsi. Quali sono i sintomi del disturbo? Ecco, individuarli è utilissimo per riconoscere un inizio di attacco di panico. Solo così si potrà controllarlo e superarlo.

Bisogna aver fiducia in se stessi e circondarsi di persone care. Anche il dispiacere e gli sforzi di queste persone stimolano una reazione. Persone che sopportano e supportano. Ma la parola magica è: autoconvincimento. Autoconvincersi di stare bene e voler continuare a stare bene. Poi è tutto conseguenziale:l’attacco di panico è così., arriva all’improvviso e se ne va all’improvviso. Bisogna amarsi, amare se stessi più di qualsiasi altra cosa. E’ questa la condizione unica che permette di risorgere. Più liberi di prima e più maturi di prima. Ci si senirà più forti e convinti che quest’esperienza è stata la molla che spinge a vivere davvero!

E a ripensare al tutto con un sorriso.
PANICO: star male per paura di star male. testo di Pontafix
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