Un altruista ( ? ) davvero ammirevole

scritto da Antonio Terracciano
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Antonio Terracciano

Testo: Un altruista ( ? ) davvero ammirevole
di Antonio Terracciano

A una mia zia (la sorella minore di mio padre) piaceva raccontare il seguente aneddoto, che lei spacciava per esempio di grande altruismo.
Un signore che mia zia conosceva, sapendo che un suo vicino di casa aveva un'urgente faccenda da sbrigare a Milano, si offrì di accompagnarlo in auto: partì da Napoli a notte fonda, arrivò ancora in mattinata a Milano, aspettò che il vicino facesse quel servizio, e lo riportò in serata, neppure troppo tardi, a casa.
Quando però domandai a mia zia se a quel signore piacesse in modo particolare guidare, lei mi rispose che lui e l'automobile erano come una cosa sola, e che, potendo, avrebbe passato tutta la sua vita al volante.
Fu quell'uomo un grande altruista, o dissimulò abilmente il suo esorbitante egoismo?

Da molto tempo penso che l'egoismo (o amor proprio) sia alla base di ogni comportamento umano, e questa mia convinzione si è ancor più rafforzata da una decina di anni, quando ebbi l'occasione di leggere le "Réflexions ou Sentences et Maximes morales" di La Rochefoucauld, nell'edizione Gallimard "Folio classique" .
Riporto qui soltanto alcuni dei pensieri del moralista francese a tal proposito ( "Réflexions morales" nn. 46 , 143 , 236 e 247 , e la "Maxime supprimée" n. 67 ; mia traduzione) :
"L'attaccamento o l'indifferenza che i filosofi avevano per la vita non era che un gusto del loro amor proprio, sul quale non si deve discutere più che sul gusto della lingua o sulla scelta dei colori.
Noi esageriamo le buone qualità degli altri più a causa della stima dei nostri sentimenti che a causa della stima del loro merito; e vogliamo attirarci delle lodi quando sembra che le facciamo a loro.
Sembra che l'amor proprio sia la vittima della bontà, e che esso dimentichi se stesso quando provvediamo al vantaggio degli altri. Tuttavia, ciò vuol dire prendere la strada più sicura per arrivare ai propri fini; è prestare a interesse col pretesto di regalare; infine, è comprarsi tutti con uno strumento sottile e delicato.
La fedeltà che la maggior parte degli uomini mostra è soltanto un'invenzione dell'amor proprio per attirare la fiducia. E' un mezzo per elevarci al di sopra degli altri e per renderci depositari delle cose più importanti.
Siamo così preoccupati per noi stessi che spesso le cose che prendiamo per delle virtù non sono altro che dei vizi che alle virtù rassomigliano, e che l'amor proprio ci maschera. "
Ci voleva molto acume ( e anche un certo coraggio intellettuale) per scrivere queste cose (che saranno approfondite dalla filosofia, dalla psicologia e dalla pedagogia posteriori) nel cuore del Seicento. La Rochefoucauld è stato davvero profondo, ha visto qualcosa che già Gesù Cristo (come ricordava recentemente Eugenio Scalfari a "Che tempo che fa" ) aveva intravisto, quando pronunciò la famosa frase "Ama il prossimo tuo come te stesso" (con la differenza, però, che l'egoismo non è, come ci suggerisce La Rochefoucauld nella prima riflessione da me riportata, sempre contraddistinto dall'amore per se stessi, ma talvolta anche dall'indifferenza, o dall'odio) .
Un altruista ( ? ) davvero ammirevole testo di Antonio Terracciano
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