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DELUSIONE AL POLO NORD
Un giorno, nella fabbrica di giocattoli di Babbo Natale, uno degli elfi si mise a sedere con le braccia incrociate e con la faccia imbronciata e disse a tutti che si era stancato di fare quel lavoro e che stava pensando di andarsene.
“ Sei diventato matto!” , esclamarono gli altri elfi, ma lui, che si era offeso sentendosi dare del matto, sbatté forte la porta e uscì dalla fabbrica.
“Torna dentro”, gli disse un folletto che stava spalando la neve in giardino, “guarda che senza giacca ti prenderai di sicuro il raffreddore!”
Ma l’elfo non lo ascoltò nemmeno, era così arrabbiato che non sentiva neppure il freddo.
Tutti, nella fabbrica di giocattoli, decisero che bisognava informare Babbo Natale per fargli sapere ciò che era accaduto.
“Si deve fare qualcosa”, disse il buon vecchio molto preoccupato, “manca poco a Natale e ognuno di voi è importante per terminare la preparazione dei regali. E poi io voglio bene a quell’ elfo brontolone e non voglio che vada in giro da solo per il Polo Nord, perché potrebbe cacciarsi nei guai”.
Babbo Natale prese la slitta, attaccò un paio di renne e partì subito per andare a cercarlo.
Ad un tratto, vide uno strano pupazzo di neve, si avvicinò e capì subito che si trattava dell’ elfo. Faceva veramente tanto freddo e senza la giacca magica, che al Polo si doveva indossare per uscire, si era proprio congelato. Dalle sue orecchie a punta pendevano lunghi ghiaccioli e non riusciva più a muovere nemmeno un dito.
Babbo Natale lo prese, lo caricò sulla slitta e lo portò nella sua casa per riscaldarlo.
Quando l’ elfo si fu scongelato per bene, Babbo gli chiese: “Ma cosa ti è saltato in mente, perché sei andato in giro senza giacca e perché non vuoi più lavorare nella fabbrica dei giocattoli? Non lo sai che i bambini di tutto il mondo stanno aspettando i doni?”.
“Appunto”, disse l’elfo, “il problema sono proprio i bambini, io non li sopporto più!”.
Babbo Natale era senza parole, stava per tirargli le orecchie per aver detto quella cosa tanto brutta, ma invece decise di chiedere spiegazioni.
“Ogni Natale è sempre la stessa cosa,” gli disse l’elfo, “noi lavoriamo giorno e notte per preparare i regali e loro non sono mai contenti. La bicicletta non la volevano rossa, ma blu; la bambola ha i capelli troppo corti; il trenino non è come quello del loro amichetto; la macchina telecomandata la volevano diversa e questi sono solo alcuni esempi. Sono molto deluso e posso assicurarti che ho in mente un lungo elenco di cose che ai bambini non vanno bene. Io davvero mi sono stufato!”.
Mentre l’ elfo parlava, Babbo Natale lo ascoltava con grande attenzione. “ Devi sapere”, aggiunse, “che un bambino per il quale abbiamo preparato un regalo in più, perché ci avevi riferito che se lo era proprio meritato, ha addirittura detto che quel dono lui non lo aveva chiesto nella sua letterina e lo ha buttato in un angolo senza nemmeno giocarci”.
“Non sapevo queste cose”, disse Babbo Natale con voce triste, “pensavo che i bambini fossero sempre contenti.”
“Non è affatto così”, rispose l’ elfo, “e anche quando sembrano contenti, dopo pochi giorni si stancano dei regali ricevuti e non li guardano più. E noi che abbiamo lavorato tanto per fabbricare i giocattoli!
Una volta, però, non era così e bastava poco per far felici i bambini. Sapevano divertirsi con qualsiasi cosa e quando ricevevano un dono erano felicissimi”.
Babbo Natale, che a sua volta si sentiva molto deluso, disse che bisognava assolutamente fare qualcosa.
Decise che avrebbe usato la sua magia per far scomparire i giocattoli di tutto il mondo, così, forse, i bambini avrebbero apprezzato di nuovo i regali.
Quell’anno, nel periodo prima di Natale, i giocattoli sparirono ovunque.
I bambini, ma anche i loro genitori erano veramente stupefatti. Cosa poteva essere successo? Anche volendo comprare qualcosa era davvero impossibile, perché persino i negozi di giocattoli erano completamente vuoti.
All’inizio i bambini si disperarono, ma poi, siccome avevano tanta voglia di giocare, cominciarono ad usare la loro fantasia per inventare dei giochi da fare da soli o anche insieme agli amici. Usarono pezzi di legno, sassolini, mollette, cartone e tanti altri materiali per costruire giocattoli e capirono che ci si poteva divertire anche senza cose costose e dalla tecnologia sofisticata. Ovviamente, se avessero avuto anche qualche bel giocattolo sarebbero stati felici, ma in fondo si sentivano soddisfatti lo stesso.
Babbo Natale, nella casa al Polo Nord, si mise a guardare la situazione nella sua sfera magica.
“Ah!” esclamò, “se solo l’ avessi usata prima, mi sarei accorto che i bambini non sapevano più inventare nulla e che non erano mai contenti di niente. E’ stata proprio una buona idea far sparire tutti i giocattoli. Spero che questo Natale, aprendo i loro pacchetti, siano felici di ciò che hanno ricevuto. E spero anche che continueranno ad usare la loro fantasia per inventare giochi sempre nuovi perché la creatività è qualcosa di molto bello e di importante nella vita”.
L’elfo deluso aveva avuto proprio ragione a lamentarsi e, grazie a lui, il problema stava per essere risolto.
E infatti, quell’ anno, i bambini ricevettero i loro doni sotto l’albero e nessuno disse che erano brutti o sbagliati o troppo pochi o inutili. Anche se avevano di nuovo dei giocattoli, avevano imparato a divertirsi anche senza e questo era, senza dubbio, un altro regalo che Babbo Natale aveva fatto loro.