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Il mio purgatorio
La noia nella mia vita prese di nuovo il sopravvento.
Eppure ero riuscita man mano a sentire forte la vita: forte l’amore, forti i miei passi.
Ero riuscita a vedere quella luce che era lì in fondo. Pulita, candida.
Sapeva di libertà.
Come quando ti svegli al mattino dopo una notte passata a bere gin da sola nella tua cucina.
E ti alzi con quei pochi raggi solari che, a tratti, ti riscaldano la pelle.
C’è quel profumo che sa di purezza, di nuova vita, l’aria che sa di libertà.
E lì capisci che la vita, quando vuole, sa davvero di vita: sa di un attimo che ti riempie il petto e ti fa credere che puoi ricominciare.
Ma quell’aria, quel respiro fatto da me, ha iniziato a soffocarmi.
Piano, man mano mi ha inquinato i polmoni.
Forse chi germoglia nelle tenebre si indottrina del fuoco, del vuoto, del mutismo.
E arrivi a capire che l’inferno non scotta, non spaventa, quando gli unici simili che trovi sono i tuoi demoni.