Se il vento parlasse, quando corre nell’erba rubando i pensieri, o mentre sfiora le tue chiome nere, come piume di rondine nella bella stagione; se il vento parlasse, ti porterebbe stasera la mia tenerezza. Ti porterebbe parole, a te così dolci, come a me è dolce il giorno che ti ho conosciuto.
Parole che vanno morendo, come io sembro morire. E’ il giorno che manca È la luce che va facendosi ombra È il sole che si oscura in cielo, quando il tuo pensiero mi toglie il respiro dall’anima e ruba dal cuore gli inganni.
Ah gli inganni, che dolce stagione, quando ancora ignoravo la vita!
Ho perduto nel tempo l’ingenua carezza dei sogni. Come naufrago, le mani dolenti han lasciato la barca: se n’è andata la nave carica delle mie illusioni.
A te bastava uno sguardo, una voce appena, un sorriso per farmi vivere ancora. Volevo uno solo dei tuoi pensieri, per dirmi “non è vero che mi hai perduto”
Un dono, che non ho avuto mai. Ma il tuo ricordo mi è caro; più caro del giorno che mi fa accorgere di essere viva; più caro della vita, di questa inutile vita da ché ti ho perduto. Il tuo ricordo, ormai è tutto ciò che mi resta: immagine che segna, nello specchio di un desiderio inappagato, le mie speranze perdute e la tenerezza che, nonostante tutto, ho per te.
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