Guardati guarda quegli occhi grandi e scavati allo specchio è terrificante sembro io nelle braccia ossute, nel colorito spento, nella magrezza ostinata, sembro proprio io ma non sono io oramai sono solo un burattino di pezza nelle mani di un burattinaio tiranno un male spietato che mi governa e tiene le redini della mia mente.
Chi sei dunque chi sei me lo chiedo e piango mentre vomito violentemente tutto ciò che con rabbia ho trangugiato al buio, di nascosto, cibo, cibo, tantissimo cibo chili di dolce veleno zuppo delle mie lacrime ingoio tra i singhiozzi, quasi soffoco.
Guardati non sei più tu eppure gli altri ti credono vincente successo, amore, bellezza non manca nulla all'appello tranne te stessa sei carne avariata da dentro
Chi sei tu, ridammi Valeria, e la sua bella allegria.
Ho il cuore in cancrena; non sono più io c'è un affittuario abusivo della mia esistenza è il mio male segreto che mi assilla con pensieri ossessivi su bilance chili e diete.
Chi sei diventata, vai via dunque, e lascia in pace quest'esistenza fragile.
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