Davanti a tutto quello che manca rincorro invano rimembranze d’autunno disperse in foglie d’alberi lungo foreste e sentieri, sull’instabile suolo dalla nebbia cullate, strappate da dimenticati e appassiti rami. La luna, nel suo languore ozioso, lascia cadere su questa terra una lacrima furtiva lungo marciapiedi che risuonano di voci come lontani echi di svaniti sogni di ieri.
Con la memoria reclusa in vuoto grigiore passano silenti i giorni come fuggevoli visioni rimembrando cari fugaci lineamenti: suoni di limpide beltà come il triste rumore dell’onda che batte contro una lontana riva, o il suono notturno di un profondo bosco.
Davanti a tutto quello che manca rincorro invano il tempo che s’allontana sotto il cielo mentre riecheggia nell’aria un vacuo suono di pioggia su un cumulo di immagini infrante che corrono sul fondo di mari silenziosi.
Si dileguerà, si dileguerà il bianco autunno; voleranno via queste foglie, questo vento; presto il freddo inverno si insinuerà lungo la linea dell’orizzonte. Inebriato dal ricordo io vedo la riva lontana aprirsi come un fiore, e intorno a me vola via l’inganno di un sogno.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.