L'uomo e il falco

scritto da Ombromanto
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Ombromanto

Testo: L'uomo e il falco
di Ombromanto

«Che cosa vedi?» domandò l’uomo al falco.
«Niente» rispose il falco, a questo punto l’uomo si sentì confuso, non riusciva a capire come mai uno dei volatili con la vista migliore al mondo se ne stava li, sul suo ramo senza vedere “niente”.
Stiedero ancora un po’ lì a fissare l’orizzonte con il sole che si andava a spengere nella rovente prateria finemente arredata dalle tane delle marmotte.
A quel punto l’uomo non potè resistere alla tentazione di chiedere al falco come facesse a non vedere niente se quelle lande di terra pullulavano di vita in ogni anfratto.
Il falco non rispose subito, inizialemte l’uomo credette che la sua impertinenza l’avesse in qualche modo offeso, ma tutto a un tratto il falco si levo in volo dispiegando le ali con maestosa eleganza, in un batter d’occhio si avvento su un piccolo roditore che stava scappando in un cespuglio, lo afferro con gli artigli lo laciò in aria e aprendo il becco lo mangio tutto d’un fiato, fatto ciò, torno sul suo ramo e con uno sguardo limpido e puro come l’acqua disse «Ora hai capito?», l’uomo con un’espressione simile a un barbagianni strabuzzo gli occhi e con fare ancora più confuso disse «No amico mio, non ci sto capendo proprio neinte, cosa c’entra il mangiarsi un topo con guardare il niente, una cosa è normale e sensata l’altra no».
Il falco si volto verso l’uomo guardandolo negli occhi, l’uomo attraverso i suoi occhi vide le montagne i fiumi e perfino il mare sui quali il falco aveva sorvolato, vide le guerre e le soffernze degli uomini e in quel momento il falco disse «Tutto quello che hai visto per quanto bello o brutto fosse ormai non esiste più, come quel topo che è diventato il mio pasto, tutto quello che io ho visto l’ho visto per la prima e l’utima volta, anche se molte delle cose che abbiamo intorno ci fanno credere che resisteranno agli anni che hanno di fronte non è così, la tua casa come il mio nido ci sembrano cose solide e durature così come lo pensi ora lo penserai domani quando il sole sorgerà, ma in realtà ogni giorno che passa segna una cicatrice invisibile su tutto quello che abbiamo intorno cambiandolo, anche se impercettibilmente, per sempre».
L’uomo rimase pietrificato dal ragionamento del falco e domandò «Falco, il tuo discorso è vero ma ancora non capisco cosa c’entra tutto questo con il guardare niente».
Il falco prima di dispiegare le ali per andarsene concluse dicendo «I miei grandi occhi mi permettono di vedere ogni cosa persino nell’oscurità, ma sono io che guardo avanti e vedo che tutto questo un giorno non ci sarà più e così quando ti ho detto che non vedevo niente, intendevo dire che vedo solo le conseguenze del tempo su questo posto e su molti altri, per ciò non mi affeziono mai ad un nido o a un luogo preciso, così mi è più facile accettarne la scomparsa quando accadrà, adesso per me è giunto il tempo di andare via, sappi che ovunque il vento mi porterà non dimenticherò mai questo posto».
Così si levò in volo e si diresse verso il crepuscolo e l’uomo lo guardò andar via fin quando non riuscì più a distinguerlo con il colore del tramonto, e non dimenticò mai cosa il falco gli disse.
L'uomo e il falco testo di Ombromanto
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