Siedo sola qui, musica di pianoforte, giro il cucchiaino dentro il caffè dove cristalli di zucchero sono ancora da sciogliere... Si sciogliere questo silenzio, questo muto parlare fatto di dialogo mentale, sciogliere le catene che mi separano da te, sciogliere i nodi, le inaspettate, le innumerevoli pippe mentali che solo noi donne possediamo, ma che si sciolgono come cristalli di zucchero al solo leggerti.
Perché?
Eppure nessun fiocco di neve cade nel luogo sbagliato, ed io e te, non cadiamo in luoghi sbagliati... Entrambi soli, abituati alle nostre compagnie, alle nostre composizioni in versi, alla ricerca di quel non so che, non so cosa, a quella ricerca infinita di senso.
Eppure esistiamo, si, e si s-ti-amo, parola ormai abusata, snobbata, maltrattata, mal interpretata, caduta, decaduta, parola che non ha confini, ne spazio ne tempo... poiché il cuore batte nel petto per tutti, ma solo uno lo fa battere più forte, come un tamburo africano :solo uno.
Siedo sola, qui, musica di pianoforte, ci sono abituata alla solitudine, troppo abituata... eppure non sono sola, la sola, ad esserlo: il mio presente è nutrito di sogni, ma li lascio nutrirmi perché realizzarli, non sarebbero più tali... adoro i sogni, mi portano in interminabili mondi paralleli, dove lo spazio e il tempo si dissolvono, ed io posso stare lì... stare qui, stare al mio posto, dovrei... e mi scuso per aver errato così lontano, in un sogno dove io, ora, starei lì, con te.
Caleidoscopio interiore testo di Violetta75