Come si affronta il dolore

scritto da quellochehointesta
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Vi ci ritrovate in quello che ho scritto? O sono l'unica a pensarla così? Buona giornata amici!
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Testo: Come si affronta il dolore
di quellochehointesta

Sta mattina ho la testa piena: mi sveglio e vado a camminare con la mamma, parliamo tanto, un po’ discutiamo, ma il confronto fa crescere..
Ho la testa piena, ogni tanto mi fermo a pensare che in mezzo a questo casino sono stata fin troppo normale: i miei due nonni, la quarantena… mi viene ancora da piangere a parlarne, quanto deve durare questa sensibilità? Da un lato è un modo per tenere il loro ricordo in vita, dall’altro è una cosa che mi fa stare poco bene. ?Nel 2020 mi sono interfacciata per la prima volta con dei lutti: non accetto chi dice che la morte sia una fase della vita; la morte è tutto il contrario della vita; dove c’è l’una non c’è l’altra; uno è il buio e l’altro è la luce. Questo buio e questa luce, poi, non riguardano solo la singola persona, ma tutto ciò e tutti coloro che gli stanno accanto.
La morte del nonno, con tutto ciò che si può pensare di lui, ha lasciato un vuoto incolmabile nella nonna: “vedova”, quando doveva compilare un documento ero li, “non ci sono ancora abituata” dice, lei non piange mai, almeno non davanti a me. Ma il dolore si vede nei momenti più quotidiani, e io li l’ho visto. La sofferenza che porta con sé un lutto è divisa tra la tristezza per la persona morta, che non potrà più essere tra noi, per strapparci un sorriso, dare consigli e coloro che se ne sono occupati: per quanto si possa essere vecchi, per quanto si possa essere malati, un membro della famiglia, un amico, una moglie o un marito che muoiono lasciano un vuoto, oggettivamente incolmabile. Gli abbracci calmano momentaneamente il dolore e il vuoto; ma tutti prima o poi si ritrovano nel letto, prima di dormire, con i pensieri che attanagliano la mente, pensando di essere soli in quel letto matrimoniale, pensando che nessuno potra mai più sdraiarsi li accanto dando quella sensazione di sicurezza che la persona amata dava.

Che fatica il 2020, e forse anche il 2021? Chissà cosa ci aspetta, sicuramente i due lutti che ho affrontato non mi hanno “fortificata” se questo e veramente quello che la morta di buono può fare; perché ancora adesso, anche se a distanza di mesi, ho il magone solo al pensiero.

C’è un altro motivo per cui i lutti spaventano: ci fanno pensare alla morte delle persone vive e a come questo ci potrebbe far stare. Li si che il magone sale. La mamma è sempre la mamma.

Ed è un per sempre.
Come si affronta il dolore testo di quellochehointesta
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