Nel quieto mattino dell'esistenza

scritto da spaventapasseri
Scritto 18 anni fa • Pubblicato 18 anni fa • Revisionato 18 anni fa
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Autore del testo spaventapasseri

Testo: Nel quieto mattino dell'esistenza
di spaventapasseri

NEL QUIETO MATTINO DELL’ESISTENZA
12 giugno 2007
Il sole che stanco s’innalza, riarde il mondo col suo chiarore
la strada sonnecchia e fuma come attendendo con questo cuore
qualcosa che ancora non so mentre sudando attraverso le ore
mettendo dei passi avanti, dei passi indietro al rallentatore.
Nell’afa, mi porto una mano sul fianco, l’altra si porta in alto,
asciuga gli occhi che guardano il cielo nitido dell’attesa
attendo dall’alba trascorsa il segno lontano che rompa l’asfalto.
L’anima è stata puntuale, indifferente alle parti contesa
la vita, la morte fra l’una o l’altra, c’è forse mai stata distanza?
Se il tempo trascorre uguale nel quieto mattino dell’esistenza,
qui, proprio dove ai deserti riecheggia il niente, riecheggia il
[niente
attendo la vita o la morte che passino presto per il cammino
voltando da un lato e l’altro la testa pesante se all’orizzonte
qualcosa si muove giungendo, si muove ruggendo, il mio destino
e mentre, placata l’ansiosa, frenetica attesa che fosse mossa
la ferma finzione chiamata realtà, platonica finzione d’ossa,
distratto da piccole nubi mosse dal vento con la terra rossa
di questi profondi deserti, svuoto la mente, la mente ha una scossa
dal dubbio emerge, feroce, la ferma idea di chi stia arrivando
al vuoto che sembra il nulla, il cuore dell’uomo non resta muto
dal nulla strappiamo l’immenso, è questo ciò che facciamo
[vivendo
sorrido, soffermo lo sguardo su un sasso minuscolo, adesso che
[apprendo
io sono soltanto un uomo, ma ho vinto la morte perché ho vissuto.
Nel quieto mattino dell'esistenza testo di spaventapasseri
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