Perché l’incoscienza arriva,ti rapisce veloce, senza che tu nemmeno te ne accorga. Vivi cammini pensi parli e tutto ruota intorno a qualche piccolo minuscolo insignificante punto. La mattina aspetti la pausa, il pomeriggio l’ultima ora di lavoro. La sera il weekend. Poi finalmente ti puoi divertire, ma già il sabato pensi al lunedì e la domenica al prossimo weekend. Qualcuno si appoggia sbadatamente al tasto di avanzamento veloce, sei a metà dell’anno e non hai ancora assimilato che quello è cominciato. Travolto dagli eventi, dai momenti, non sei superficiale o apatico per puro miracolo. Vivi per gli amici, per la musica, per la felicità senza compromessi, senza mezzi termini. Poi in mezzo ci infili mille dubbi e incertezze, un po’ di studio e un cosa mi metterò domani. Si mescolano odori e suoni, esperienze e sogni, in un confuso esistere speranzoso. Per i ricordi del passato, per le sensazioni del presente, per le idee sul futuro. Sogni e dormi, sogni e cammini, sogni e parli, sogni e sogni.
Eppure riesci a rimanere con i piedi per terra, a organizzare la tua vita, per brevi lassi di tempo, momenti in cui esci dalla tua bolla di speranzosa felicità per creare la tua verità. Poi segui il percorso che ti sei tracciato, fluttuando a tre metri da terra. La tua potente razionalità rimane però sveglia, come intorpidita, ma pronta a captare i problemi. E’ una facoltà difficile da acquistare e complicata da mantenere. Però ce la fai. Lotti per la tua bolla di felicità. E così la vita diventa un susseguirsi confuso di fotogrammi che scorrono. Finchè con un po’ di fatica tu non riesci a premere il bottone play. E tutto torna normale, ma comunque felice e più preoccupante. Hai il tempo di preoccuparti ora. Ma va bene così.
Incoscienza testo di Bianca Art