Re Mida

scritto da Rossofuoco
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Rossofuoco
Autore del testo Rossofuoco
Immagine di Rossofuoco
Un altro famoso mito classico. Non completo, ma quel tanto che basta a veicolare il messaggio ;)
- Nota dell'autore Rossofuoco

Testo: Re Mida
di Rossofuoco

Già era l'ora ove'l Sol l'ombre dispose
Quella in cui volsi lo sguardo al giardino,
Fin' oltre il pruno e il giglio adamantino,
All'alta siepe di sanguigne rose.

Alle fronde avvolto trovai il Sileno,
Del dio dell'uva suo grande maestro,
Che della vite ancor troppo maldestro
Sen va del succo e d'affanno pieno.

Negli antri privati del mio palazzo
Invitai quel vecchio satiro saggio,
Ché sia a lui e al suo eterno allievo l'omaggio
Per undici dì s'udisse schiamazzo.

Al cader di tanta festa chiassosa
Mentore e alunno riunii finalmente,
Per voler suo con sì premio gaudente
Che d'oro al tocco s'informi ogni cosa.

Lodato sia il Re che ha più ricchezze
Se pur il primo è uno e l'altre son cento,
Che in tutta la Frigia lo dica il vento
S'altri mai possiede tante dolcezze.

O Cupidigia, spettro maledetto,
Che lenta strisci nel cuore fecondo,
E quanto Giusto e Bello è nel profondo
Contorci in pensiero basso e abietto!

O triste Uomo che brami il potere
E misuri l'altro in spesa e guadagno,
Ripensa invece se posto hai il calcagno
Su terra d'argilla o restia a cadere:

Ché sempre impediti ho sete e ristoro
E negati poi gli affetti più cari,
Piene le mani di metalli rari,
Rigato di lacrime amare e d'oro.
Re Mida testo di Rossofuoco
6