Social Network

scritto da fedele---
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Il testo esprime le mie considerazioni personali su questo tema.
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Testo: Social Network
di fedele---



Cosa sono, quali sono e come funzionano i social network, come influiscono sulla nostra vita, nel lavoro, nella scuola in questo periodo e nella socializzazione. Quali problemi creano riguardo alla privacy. Parlane secondo le tue conoscenze ed esprimi liberamente le tue considerazioni.

I social sono delle piattaforme che servono principalmente per condividere quello che desideri e per vedere cosa condividono gli altri. Sono utilizzati da più generazioni contemporaneamente. Al giorno d’oggi li utilizziamo sia noi sia i nostri genitori. I social si dividono in :
Instagram, Facebook e Whatsapp (foto, post, pubblicità, messaggistica);
Linkedin ( per business);
Youtube e Gaming online (condivisione musica e video).
Essi hanno un funzionamento molto semplice : si decide di condividere quello che si vuole, ad esempio attraverso una storia, con foto e video, visibile ai tuoi followers (instagram) o ai tuoi amici (facebook). Tu hai la libertà di scegliere se vedere chi ti segue oppure se farti seguire da chiunque.
Apparentemente i social sono innocui ma in realtà sono una maschera di falsità che tutti indossiamo. Lo ammetto: io utilizzo i social. Non sono ossessionata dal cellulare e per questo sono responsabile delle mie azioni. Mi so tutelare perchè sono consapevole dei pericoli che si corrono come, per esempio, l’adulazione o la manipolazione o lo stalking. Questi sono i pericoli che si corrono ma il modo in cui influiscono nella nostra vita è ben differente; siamo ossessionati dal cercare di fare la foto perfetta per postarla e dal condividere foto sempre più interessanti per accrescere il nostro numero di follower. Ma perché lo facciamo? Vogliamo forse convincerci del fatto che la nostra vita sia perfetta in tutto e per tutto? O forse vogliamo far credere che tutto sia perfetto perché siamo già coscienti della falsità di ciò che stiamo mostrando?
Sui social siamo tutti amici, abbiamo tutti foto insieme e sorridiamo alla fotocamera. Siamo orgogliosi del nostro profilo che mostra solo quel piccolo frammento di perfezione nella nostra vita, ma siamo anche invidiosi degli altri utenti che postano foto strabilianti in cui vengono benissimo e dove, magari, sono anche nei posti più incredibili. Io penso che sarebbe tutto più semplice se ci mostrassimo per ciò che siamo e non per ciò che vorremmo essere. Se iniziassimo ad accettarci fin dal principio ammettendo i nostri difetti, automaticamente vivremmo più serenamente e saremmo sempre noi stessi. Non avremmo più paura di venire male in foto o di postare foto spontanee. Non penseremmo più ad una biografia (didascalia) poetica per far vedere che siamo degli acculturati. Ci mostreremmo per ciò che siamo e ci piaceremmo. Acquisteremmo fiducia in noi stessi e ci costruiremmo una corazza per proteggerci da chi cercherà di dirci il contrario. Per chi cercherà di farci credere che valiamo zero. Per chi non ammetterà che è solo un falso e che la spontaneità, la sincerità è sempre meglio di una brutta falsità. La verità è sempre meglio di una bugia. Sapere che non siamo perfetti è sempre meglio di illuderci che lo siamo. Sapere che noi siamo unici nella nostra imperfezione è importante perché è l’imperfezione che genera perfezione.
Molte persone sono dipendenti dai social e ne vanno anche fieri. Sono entusiasti di mostrare quanto siano favolosi e straordinari, di quanto abbiano rapporti “veri”, di quanto siano popolari : ma siamo certi che sia tutto vero? Dov’è finita la realtà? E’ forse possibile a questo mondo essere pieni di amici, avere successo nella vita, avere una carriera importante e non essere mai scontenti? E’ forse possibile raggiungere la stabilità assoluta chiudendosi nella propria sfera di cristallo? La risposta è semplice: no! Quello che altri sostengono è semplice finzione. Non sono sempre felici, non hanno sempre tutto e tutti a loro disposizione e non sono amati incondizionatamente. Si crede che condividendo tutto ciò che si fa si possa essere fieri di se stessi. Le persone dipendenti dai social sono propense a mostrarci tutta la loro vita, ma perché? Qualcuno forse glielo ha chiesto? Ci stanno mostrando la loro realtà o la realtà che si sono creati nella loro immaginazione? Credo facciano una fatica assurda a dover programmare ogni storia da postare per far vedere che conducono la loro vita nel migliore dei modi, quasi come quella descritta nel manuale delle 100 cose da fare prima di morire. Cercano attenzioni, cercano approvazione, cercano successo. Vogliono convincere noi o loro stessi? Fanno sentire alle altre persone che ci sono, che sono sempre online, che sono sempre attivi, che stimolano il contatto. Chiedono approvazione dagli amici per postare la foto ritoccata su Photoshop. Aspettano di ricevere un si per pubblicare la foto che mostra il falso. Io, come chiunque utilizzi social, mi rendo conto della presenza di queste persone afflitte da insicurezza e ipocrisia. Ho una mia opinione in merito a ciò perché vedo la falsità tutti i giorni. Vedo persone che dal vivo si comportano in un modo e sui social si pavoneggiano mostrando un’altra persona, un’altra entità dentro di loro.
Il mostrarsi è una conseguenza di una loro fragilità, del cercare approvazione nella mente di sconosciuti che realmente non li conoscono. Questa loro ricerca è data dalla loro reale solitudine. Sentendosi soli non possono far a meno di apparire per creare nelle persone estranee un pensiero positivo di loro. Per ignorare la loro situazione. Per crearsi una falsa realtà perché nella loro non sono apprezzati e soprattutto non sono ritenuti esseri irraggiungibili. Per noi comuni mortali chiunque abbia fama sui social è ritenuto quasi il simbolo dell’impossibilità, della perfezione, dell’irraggiungibile. Fa ridere il modo in cui queste persone cerchino di giustificarsi dicendo che conducono una vita normale e monotona, che sono come noi. Io penso che ormai siamo troppo abituati a percepire falsità perché , questo, è considerato del tutto normale. Ci siamo forse scordati dei principi dei quali siamo i massimi portatori? Dei principi che difendiamo dall’inizio dei nostri giorni? Io credo fortemente di si. E pensare che per ottenere fama ci si priva anche della propria privacy consapevolmente. Ne vale davvero la pena? Aver paura di sottoporsi a dei pericoli è diventato da deboli? Si può essere aggrediti, diffamati, insultati : ma questo cosa importa a chi mira al suo obiettivo? Cosa importa a chi vuole solo ricevere dei likes? Cosa importa a chi vuole essere sulla bocca di tutti? Devo riconoscere però che queste persone sono anche coraggiose. Sono pronte a diventare l’oggetto di migliaia di insulti. Sono pronte ad esser considerate un buon esempio o meno.
La privacy, a mio parere, è alla base della quotidianità, alla base della normalità. Io non riuscirei mai a privarmene. Chi se ne priva evidentemente non la ritiene di vitale importanza perché, l’unica cosa che gli importa è apparire. Ecco a cosa si mira : sembrare e non essere. Ma perché ? La cosa più importante è essere se stessi ed essere conosciuti per quello che veramente siamo. Sui social ci sono persone che, essendo totalmente dipendenti da essi, hanno come una sorta di istinto naturale, ovvero quello di stare sempre a condividere ogni ora della loro giornata. Io, piuttosto, lo considererei un difetto naturale. Un qualcosa di cui non ci si può più privare. Credo che si dovrebbe mirare a cercare l’apprezzamento delle persone che ci circondano e non a quelle che ci mettono likes.
Al giorno d’oggi una nuova professione, conosciuta universalmente, è quella dell’influencer. L’influencer è colui che influenza le persone. I due esempi più noti sono quelli dell’influencer di moda (dice ai suoi seguaci come vestirsi, cosa comprare, quale moda seguire) e l’influencer classico ( racconta la sua giornata, porta video su Youtube). Questo è oggi ritenuto un lavoro vero e proprio che comporta fatica e costanza. Molti influencer sul web mostrano il falso. Ce ne sono alcuni che pubblicano foto a dir poco perfette con i loro compagni e due mesi dopo si lasciano. Ammettono poi che i social non mostrano la realtà ma, pur ammettendolo, continuano a mostrarci il falso. Questo mi porta a chiederci : di chi possiamo fidarci veramente? La verità è che possiamo fidarci solo di noi stessi. L’ultra bellezza che vediamo non è vera. Prima di credere dobbiamo vedere.
Concludo ribadendo che dovremmo alzare più spesso la testa dal cellulare e guardare il cielo. Guardare le persone che attraversano la strada e sperare di acquisire la volontà di vivere al meglio la vita che ci è stata data. Non perdere tempo a credere nel falso. Costruire qualcosa di vero ed andarne fieri. Essere coscienti di ciò che facciamo, di ciò che siamo e di quello in cui crediamo : è questo il nostro obiettivo. Impieghiamo del tempo reale per sentirci vivi. Non passiamo le giornate a stare sui social e a chattare. Usciamo e conosciamoci meglio. Rendiamoci conto di quanta fortuna abbiamo avuto. Rendiamoci conto di quante possibilità abbiamo. Ci sono infinite possibilità per vivere questa vita ed è bene testarle tutte per non portarsi nessun rimpianto nella tomba.
I social non sono un’arma letale, basta imparare ad utilizzarli e vedremo che raggiungeremo un equilibrio invidiabile. Se siamo cento per cento reali non dovremmo preoccuparci di cosa condividiamo. Troviamo noi stessi e poi creiamo il nostro profilo totalmente reale.







Social Network testo di fedele---
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