Spiegami perché sostieni di sentire la mia mancanza con le mani piene di lacrime piccolo dietro nuvole di fumo dov'era la tua parola, il tuo conforto la tua preoccupazione e protezione quando io sentivo la tua? le notti non hanno mai smesso di arrivare forti e prorompenti come onde sugli scogli in una stanza piena d'orgoglio e di rimpianti il tuo silenzio mi cullava, i miei dischi di conversazioni passate ma ora sei tornato e questo amaro Dicembre non ti accoglie, sei spoglio come un albero di ogni pudore e ritegno quindi spiegami come pensi di aver lavato via i tuoi peccati dalla nostra storia dal mio passato e il mio dolore che ha fatto casa a se stesso dalla tua dipartita. vorrei chiederti anche solo come pensi di potermi mostrare il tuo cuore come fosse un libro lasciato a metà, un richiamo a raccolta per i miei sentimenti, come pretendi che io diventi un guanto dimenticato sul fondo del tuo armadio recuperato ogni inverno, e dimenticato nuovamente al primo sbocciare dei fiori e come pretendi riprendere in mano questo filo rosso quando ho pregato davanti ai Buddha e ai Cristi di poter dimenticare i tuoi dolorosi lineamenti?
Quanto è facile vivere, dici! quanto è breve e sfuggente l'attimo il tuo eco rompe le mura del mio equilibrio e ripeti e ripeti come se non avessi provato sulla mia pelle il fuoco delle fiaccole dell'amore morto e sentito il tuo ricordo bruciare sul fondo del mio stomaco non esistiamo più, quest'inverno tutto quel che resta è una proiezione della tua mente che piange sui nostri resti, ingiustamente! tu ci hai uccisi, ridotto a brandelli e gettati sui pungenti prati innevati tu ci hai uccisi e hai ucciso me ad ogni tramonto ed alba e io ho continuato a morire per amore. non meriti di rivendicare le ferite di questa guerra, non meriti di gridare del dolore che non hai patito! non osare ostentare artefatto pentimento davanti a questa porta e ossa stanche non ci sarà diga che regga questo fiume di strazio non c'è scusante articolabile che ti riscatterà agli occhi miei queste borse sottostanti reggono la salma delle tue menzogne dei sogni infranti, e di tutto ciò che ero prima di essere un mero guscio dell'uomo che conoscevi non meriti queste braccia protese e intorpidite che ancora fremono e serbano memoria, il mio corpo mi tradisce la mia finta risata ti sussurra, per fortuna ho terminato tutte le lacrime! ed è crudele ed ironico che ti abbia rinvenuto nel mese del Sangue e che tu, per quanto ombra sia ancora casa mia.
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