Spiegami (il tuo ritorno)

scritto da pseudomai
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Testo: Spiegami (il tuo ritorno)
di pseudomai

Spiegami
perché sostieni di sentire la mia mancanza
con le mani piene di lacrime
piccolo dietro nuvole di fumo
dov'era la tua parola, il tuo conforto
la tua preoccupazione e protezione
quando io sentivo la tua?
le notti non hanno mai smesso di arrivare
forti e prorompenti come onde sugli scogli
in una stanza piena d'orgoglio e di rimpianti
il tuo silenzio mi cullava, i miei dischi di conversazioni passate
ma ora sei tornato
e questo amaro Dicembre non ti accoglie,
sei spoglio come un albero
di ogni pudore e ritegno
quindi spiegami
come pensi di aver lavato via i tuoi peccati
dalla nostra storia
dal mio passato e il mio dolore
che ha fatto casa a se stesso
dalla tua dipartita.
vorrei chiederti anche solo come pensi
di potermi mostrare il tuo cuore come fosse
un libro lasciato a metà, un richiamo a raccolta
per i miei sentimenti, come pretendi che io
diventi un guanto dimenticato sul fondo del tuo armadio
recuperato ogni inverno, e dimenticato nuovamente al primo sbocciare dei fiori e
come pretendi
riprendere in mano questo filo rosso
quando ho pregato davanti ai Buddha e ai Cristi di poter dimenticare i tuoi dolorosi lineamenti?

Quanto è facile vivere, dici!
quanto è breve e sfuggente l'attimo
il tuo eco rompe le mura del mio equilibrio e ripeti e ripeti
come se non avessi provato sulla mia pelle il fuoco delle fiaccole dell'amore morto
e sentito il tuo ricordo bruciare sul fondo del mio stomaco
non esistiamo più, quest'inverno
tutto quel che resta è una proiezione della tua mente
che piange sui nostri resti, ingiustamente!
tu ci hai uccisi, ridotto a brandelli e gettati sui pungenti prati innevati
tu ci hai uccisi e hai ucciso me ad ogni tramonto ed alba
e io ho continuato a morire per amore.
non meriti di rivendicare le ferite
di questa guerra, non meriti di gridare del dolore
che non hai patito! non osare ostentare
artefatto pentimento davanti a questa porta e ossa stanche
non ci sarà diga che regga
questo fiume di strazio
non c'è scusante articolabile che
ti riscatterà agli occhi miei
queste borse sottostanti reggono la salma delle tue menzogne
dei sogni infranti, e di tutto ciò che ero prima di essere
un mero guscio dell'uomo che conoscevi
non meriti queste braccia protese e intorpidite
che ancora fremono e serbano memoria,
il mio corpo mi tradisce
la mia finta risata ti sussurra, per fortuna ho terminato tutte le lacrime!
ed è crudele ed ironico
che ti abbia rinvenuto nel mese del Sangue
e che tu, per quanto ombra
sia ancora casa mia.
Spiegami (il tuo ritorno) testo di pseudomai
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