Ali di pioggia per zingari strapazzati dal vento, lo sguardo inchiodato sull’orizzonte e la voce travolta dal fragore del torrente.
E’ di pane e di mani, e di stille di luce sdraiate sul profilo annoiato del mare, la loro fame. Il loro cercare è un sigillo sul cuore, la loro preghiera una muta canzone da dedicare a chi ha perso tutto tranne la fede.
Ascoltare senza sentire è come un riflesso ed è meravigliosamente difficile non somigliare eppure levarsi contro ogni ragione contro ogni legge gravitazionale per dimostrare che si può volare anche dentro la furia del temporale
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