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ostinate malinconie
stasera che al balcone
s’affaccia estate
e manca in fondo
il mare
riprova
canta l’artista
e nei vicoli
è concerto
da zero
ma questa volta
dovrò riuscirci
non negarmi due ali
e sui muri scrostati
chiamo le ombre
che prego una ad una
rimani
solo non ci sto
e con te
mia bella
canterò
sui terrazzi
bruciati dal sole
tra parabole
e antenne
dove batte
dietro lenzuola
tovaglie
il nostro amore
già ascolto le donne
al tramonto
ripetere voci
canti dalle stanze
pure i silenzi
dei vecchi in cortile
quando sulle panchine
hanno fatto tardi
già passato il domani
ma prima o poi salta fuori
il mare nei cassetti dimenticato
ecco le lucciole o lampare in lontananza
tanto basta a remare tra le coltri
e adesso prendimi
sussurravi l’ultima volta
che al soffitto toccavo
le stelle naufragando
al concerto di onde spasimi
tremiti nell’universo di stanza
folli noi acrobati
lanciati nel firmamento