Ho ancora nelle tasche le tue caramelle, troppo dolci per te che dalla vita non hai avuto niente, niente di più di ciò che hai dovuto perdere.
Hai convissuto con la tristezza negli anni dietro le tende fumose del tuo monolocale: colore tetro, arredo sterile. Non hai ancora trovato la tua Venere o forse l’hai lasciata andare.
Ho nella testa l’immagine di quei due nei sulla tua pelle uguali e lontani, come siamo io e te. Ne ho tracciato la distanza con le dita ma non ho colmato nessun vuoto. Mi sono solo spogliata di più delle poche difese che avevo.
Pensieri al vento, di un gelido inverno e ora non so dove sei. Ho solo le tue caramelle, l’unica cosa che mi resta di te. Le stringo in un pugno ma brucia, questo oro colato. Le mangerei, se così tu tornassi da me.
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