Il nuovo nome

scritto da vitoferro
Pubblicato 19 anni fa • Revisionato 19 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di vitoferro
vi
Autore del testo vitoferro

Testo: Il nuovo nome
di vitoferro


Iniziò che mi pareva tutto uno scherzo.
Mia madre, sul bordo del letto, che mi dice una mattina tardi: "Armando, sveglia!". Stavo ancora immerso in un sonno, non pesante, ma confuso per cui mi arrivò il messaggio con un notevole ritardo. Armando? Io mi chiamo Federico. Mi svegliai definitivamente. Mi vestii e andai da lei, in cucina.
"Perchè mi hai chiamato Armando?"
Smise di lavare i piatti e si voltò quasi infastidita. "E come dovrei chiamarti?"
"Federico"
"E perchè?" adesso quasi preoccupata.
"Perchè mi chiamo così!"
"Ma che stai dicendo? Sei diventato scemo?"
Parlai con lei per un'ora e mezza. Continuava a sostenere che mi chiamassi Armando, che mi fossi sempre chiamato Armando. Non ne venni a capo, non riuscii a convicerla. Era seriamente convinta. Non pensai ad una burla.
Credetti stesse male. Ma quando mio padre tornò da lavoro e mi salutò con il nuovo nome, non pensai più che mia madre fosse impazzita di colpo. Impallidii. Parlai un'altra mezzora con mio padre della cosa. Poi si riaggiunse anche mia madre al nostro dialogo. La faccenda assunse gravità. Ci sedemmo al tavolo e loro sembravano afflitti, prostrati. Mi fecero domande sulla salute, se avevo mal di testa, cose così. Lasciai perdere. Se davvero fosse stato uno scherzo, era atroce.
Mi alzai dal tavolo di scatto. Andai verso la mia stanza in cerca della carta d'identità. Su di essa c'era scritto Armando. non odorava di nuovo, era sgualcita tale e quale a quella che ricordavo la sera prima.
Uscii senza dire dove fossi diretto. Incontrai gente che conosco. Tutti mi appellarono Armando. Non credo nei complotti. E tramontò definitivamente l'idea dello scherzo. Perfino conoscenti alla lontana mi chiamarono così.
Inizia a dubitare di me stesso e della mia psiche. Sentivo non appartenermi più. Tutto era uguale a sempre, tranne il mio nome. Una bazzecola, sembrerebbe. Invece è un'enormità.
Per paura che tutti, tutti potessero pensare a una mia sopraggiunta pazzia, stetti al gioco. Sono dieci anni che sono Armando. Mi ci sono abituato. All'inizio mi mancava essere Federico. Adesso non più. Ci sto bene col nuovo nome. Solo, ogni mattina, per un istante, temo, sempre temo, di scoprire che anche questo nuovo nome è cambiato.
Il nuovo nome testo di vitoferro
0