A nudi piedi scalzi… sospinto da poderosi venti deraglia l’animo in un fiume in piena.
Naufrago d’amore, su ali di finto orgoglio, vaga ammutolito con il senno smarrito.
Le mani giunte, raccolgono acqua nitida, nessuna immagine riflessa nessuno sguardo oltre la materia.
Nel portale dell’esistenza, si incespica il pensiero ne smarrisce consistenza su un fangoso arenile.
Un vecchio grammofono suona in lontananza una breve melodia all’infinito, un velo di malinconia ne ovatta il suono, ne smorza le note, solcando la fievole lirica dell’io.
Animo… scuoti il tuo torpore, urla… urla forte squarcia la barriera del suono, liberati dal marciume che ti rode.
Animo… piangi… piangi forte nutri col tuo trasudo salato la terra arsa e desolata del cuore
divincolati …
impreca….
inveisci…
non arrenderti allo stato delle cose, il pellegrinare tuo in un sonno eterno prosciuga fin l’ultimo mio soffio vitale.
Nel tuo flebile respiro, ridammi l’arcana energia della vita mia….
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