Strettoie

scritto da Autore anonimo
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Testo: Strettoie
di Autore anonimo

Nel viaggio del vissuto in età fanciulla,

la sventura bussava alla mia culla.

Ignaro d'esser l'ostaggio favorito del destino,

mi ritrovai in strette vie, sapide di orrori.

l'infanzia apparve come un'eclissi,

un mondo lucente di tenebre incomprensibili.

L'innocenza cedette all'ennesimo stridulo del violino,

mostrando i primi cenni di una corazza tinteggiata di fiori.

Così rifiorì dai miei errori,

smettendo di arrendermi agli abissi.

Arrivò il tempo delle colombe,

e la vita finalmente mi apparve più comprensibile.

Ogni trauma lascia un indizio impercettibile del proprio vissuto,

io dicisi di non essere schiavo dei miei traumi, ma di esserne il cerusico.

I traumi sono un fardello che al primo imbrunire.. appoggiamo tutti sul cuscino.

Eppure, questi sconvolgimenti, oggi ci rendono migliori.

Strettoie testo di Autore anonimo
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