Almost blue (a Marzo)

scritto da Il Cinabro
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Colonna sonora: Almost blue di Chet Baker, Generique di Miles Davis
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Testo: Almost blue (a Marzo)
di Il Cinabro

Sarà stato uno di quei giorni
freddi lontani perduti
prosciugati d'ogni respiro alcuno
attendevamo la sera diradare lenta nei campi
per lasciarci poi chiudere gli occhi
e scomparire sotto il fumo giallognolo dei lampioni

si, eran le stazioni del mattino a trattener il palpitare amaro della sorte
(tremendi e affamati di calore diceva il Kali Yuga)
eravamo luci senza più tempra
in cui l'acqua vaneggiava persino il sapore della notte

il tuo
o forse quello di Circe nei fondali nascosti dalle rocce 
Ferlinghetti a passeggio nelle strette vie di Milano
al Jamaica a Rattazzo alla Cà Lusca

il gracidio dell'eterno avevi rubato in me - sguardi d'un amore consunto in letti sfatti e bisbigli all'alba
io dietro il vetro stampato il riflesso di un'insegna
la pioggia batteva incessante sul cuore
un hotel di cui ho dimenticato ormai il nome
una stanza in cui mi son svegliato senza di te
e con Chet Baker che cantava "Almost blue"

avevi l'odore dei viaggi in treno addosso
del jazz mischiato al cielo privo di pieghe 

i pensieri rinchiusi a lungo in un pugno
la felicità dei giorni di primavera smarriti in grembo

come pagine al vento
mi sembrava di non aver mai lasciato quelle pareti
così vuote
così pallide 

il mese in cui ti rividi
era Marzo
fu l'ultimo tempo della danza
degli addii
della pioggia



Almost blue (a Marzo) testo di Il Cinabro
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