Avevo sbagliato, secondo gli altri. Da ogni errore gronda il sudore di averci provato. E per sfuggire mi immaginavo le onde, Acqua di zaffiri, schiuma di diamanti. E mi immaginavo la quiete, Gambo di silenzio e petali di piume bianche. Solita giornata, solite chiacchiere, era da questo che volevo scappare, forse in cerca di una tranquillità seduta o di una calma coricata, magari su di un' amaca a bordo spiaggia. Da un altro lato un po' di divertimento ci sarebbe stato bene. Però dovevo stare qui e pazientare ed a disegnare, magari con un dito nella sabbia, la stradina verso una vita felice, spazzando via ostacoli, andando al di là di ciò che non mi rendeva felice, sfuggendo agli errori ed a ciò che costituiva motivo di stress inutile. Magari con un Drink al mango. Ma a volte i miei progetti assomigliano a dei quadri. Una pennellata di fuoco per incenerire l'odio, Una di ghiaccio per cristallizzare le cose belle, Una sfumatura di malizia, quanto basta a sopravvivere, Ed uno schizzo di buon senso. Stranamente la maggior parte finiva accatastata in qualche zona remota della mia mente, e così da un lato dovevo accontentarmi di quello che capitava e dall'altro pensare e guardare a cosa c'è di bello, puntare a concretizzare quel soffio che racchiude, senza margini, una vita felice.
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