Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
16 febbraio 2025
Caro diario,
Oggi è stato il primo giorno ufficiale di attività nel mio studio di investigazione. Un traguardo che aspettavo da tempo, eppure non avrei mai immaginato che a questa conquista si accompagnasse una tale sensazione di nostalgia. Guardando la targa con il mio nome sulla porta, mi sono reso conto di quanto fosse cambiata la mia vita negli ultimi anni. Era l’inizio di una nuova avventura, ma allo stesso tempo un pezzo del mio passato sembrava continuare a bussare alla mia porta.
E infatti, puntuale come sempre, Joel ha fatto la sua comparsa con uno dei suoi messaggi enigmatici:
La verità a volte si nasconde nelle ombre del passato.
Non ho avuto idea di cosa intendesse, ma non ha aggiunto altro. Mi sono limitato ad annuire, sapendo che presto avrebbe svelato il senso di quelle parole. Per il momento, ho deciso di concentrarmi sulla giornata, che sembrava promettere qualcosa di speciale, anche se ancora non immaginavo quanto.
Nel pomeriggio, Lucrezia è passata per festeggiare l’apertura del mio studio e mi ha invitato a prendere un caffè. La sua presenza, come sempre, aveva un effetto rassicurante su di me. Parlare con lei mi faceva sentire leggero, come se per un attimo potessi mettere da parte i pensieri che mi affollavano la mente. Ma proprio quando tutto sembrava scorrere con tranquillità, il diario si è fatto sentire di nuovo.
Con una scusa, mi sono allontanato per leggere il messaggio che mi era appena arrivato:
Giorgio, vai alla Palazzina di caccia di Stupinigi. Non perdere tempo.
Un brivido mi ha attraversato la schiena. Perché quel luogo? Con un misto di urgenza e curiosità, ho salutato Lucrezia e mi sono diretto verso Stupinigi.
Quando sono arrivato, davanti ai cancelli della Palazzina c’era un gran movimento di polizia. Mi sono avvicinato a uno degli agenti e ho chiesto cosa fosse successo.
"C’è stato un omicidio," ha risposto con un tono grave.
Prima che potessi elaborare quella notizia, una voce familiare si è fatta sentire alle mie spalle.
"De Giorgi, che ci fa qui? Sembra che lei abbia un radar per i misteri," ha detto Joel, con il suo solito tono a metà tra il serio e l’ironico. Poi, tornando immediatamente professionale, ha aggiunto:
"Venga con me. Un uomo è stato trovato morto nei corridoi della servitù, vicino alla grande sala. Poco prima del ritrovamento, alcuni testimoni hanno sentito delle voci provenire proprio da quei corridoi."
Ho seguito Joel, cercando di cogliere ogni dettaglio delle sue parole. Entrando nella grande sala, l’atmosfera era irreale. Il silenzio sembrava avvolgere il luogo, come se persino le mura sapessero che un segreto oscuro era nascosto tra di esse.
La vittima giaceva lì, immersa in quell’aura di mistero. Chi era? E soprattutto, chi aveva voluto la sua morte?
17 febbraio 2025
Caro diario,
Oggi ho trascorso l’intera giornata immerso nella scena del crimine. La Palazzina di caccia di Stupinigi, solitamente avvolta da un fascino antico e nobile, sembrava aver perso la sua maestosità. L’aria era pesante, intrisa di un silenzio irreale, e l’atmosfera era cupa, quasi inquietante. Ogni angolo della struttura sembrava nascondere un segreto, ogni ombra sembrava osservare.
Gli inservienti della Palazzina sono stati subito interrogati, ma, nonostante le loro risposte, qualcosa non quadrava. Molti sembravano sinceramente scossi dall’accaduto, altri, invece, erano insolitamente distaccati. Tra tutti, Ettore, un uomo anziano dal volto segnato dal tempo e dall’esperienza, ha attirato la mia attenzione. Durante le domande, evitava il mio sguardo e si mostrava visibilmente a disagio. Le sue mani tremavano leggermente mentre parlava, e ogni tanto lanciava occhiate nervose verso i colleghi, come se temesse che qualcuno stesse ascoltando.
Joel, sempre attento ai dettagli, si è avvicinato e mi ha sussurrato con il suo solito tono enigmatico:
"Non fidarti delle apparenze. Cerca chi ha qualcosa da nascondere."
Le sue parole mi hanno fatto riflettere. Ettore stava mentendo? O forse sapeva qualcosa che non voleva dire?
Parallelamente, alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un’auto parcheggiata nei cortili della Palazzina nelle ore vicine al delitto. Nessuno sembrava riconoscere il veicolo né ricordare chi fosse alla guida. Il fatto che un’auto sconosciuta fosse lì proprio in quel momento non era certo una coincidenza. Chiunque fosse il proprietario, forse aveva visto qualcosa. O forse era direttamente coinvolto nell’omicidio.
Nel frattempo, la scientifica ha fatto una scoperta interessante: accanto al corpo della vittima è stato ritrovato un pendente d’oro. Un piccolo gioiello, forse strappato durante una colluttazione. L’oggetto aveva un aspetto elegante, con una lavorazione raffinata, segno che apparteneva a qualcuno di una certa importanza. Sul retro, incise a mano, c’erano delle iniziali: M.L.
Joel ha osservato il ciondolo per qualche istante, poi ha detto con sicurezza:
"Questo pendente ci porterà alla verità."
Le sue parole hanno acceso in me una scintilla di determinazione. Se riusciremo a risalire al proprietario del gioiello, potremo avere una pista concreta da seguire.
Nonostante tutti i dettagli raccolti, restano ancora troppe domande senza risposta: qual è il legame tra la vittima e l’oggetto ritrovato? L’auto avvistata fuori dalla Palazzina appartiene a qualcuno coinvolto nel delitto? E soprattutto, cosa nasconde Ettore?
La verità è lì, sepolta sotto bugie e mezze verità, in attesa di essere portata alla luce. Devo solo trovare il modo giusto per scoprirla.
18 febbraio 2025
Caro diario,
Oggi è stata una giornata intensa, fatta di ricerche e rivelazioni. Ho deciso di scavare nel passato della vittima per capire chi potesse avere un motivo per ucciderlo. L’uomo, noto per il suo carattere difficile e spesso irascibile, aveva accumulato nel tempo un lungo elenco di nemici. Le sue relazioni personali e professionali sembravano segnate da litigi e tensioni irrisolte, che avevano lasciato dietro di sé una scia di rancori.
Tra i vari nomi emersi durante le indagini, uno ha attirato particolarmente la mia attenzione: Fabrizio Sanna. Un commerciante con cui la vittima aveva avuto una disputa accesa qualche anno prima. Il loro scontro non era stato solo un banale diverbio, ma qualcosa di più profondo, tanto da generare conseguenze durature. Secondo alcuni testimoni, la lite era stata così grave che i due avevano smesso di parlarsi completamente, e si diceva che Sanna avesse persino minacciato la vittima in più occasioni.
Deciso a capire meglio il suo ruolo in questa storia, sono andato a cercarlo.
Quando l’ho trovato, il suo atteggiamento mi ha lasciato perplesso. In un primo momento sembrava sinceramente sorpreso dalla mia visita, ma il suo comportamento era ambiguo. Ha negato con fermezza qualsiasi coinvolgimento nella morte della vittima e, con un tono infastidito, ha detto:
"Non avevo motivi per fare del male a quell’uomo."
Era la classica risposta che ci si aspetterebbe da qualcuno che vuole allontanare ogni sospetto. Ma il modo in cui l’ha detto, il suo sguardo sfuggente e la tensione nelle sue mani, mi hanno fatto dubitare della sua sincerità. Non era solo difesa, c’era qualcosa di più. Come se temesse che stessi per scoprire un segreto che non voleva rivelare.
Mentre tornavo verso il mio studio, il pensiero di quell’incontro continuava a tormentarmi. Ero sicuro che Sanna sapesse più di quanto volesse ammettere. Forse non era direttamente coinvolto, ma doveva conoscere qualcosa di importante.
Una volta arrivato, ho aperto il diario. Come sempre, Joel aveva già lasciato il suo messaggio:
La verità è vicina, ma è nascosta nei dettagli.
Forse mi sono concentrato troppo sulle risposte dirette e ho trascurato qualcosa di fondamentale. Ogni piccolo dettaglio può essere la chiave per risolvere il caso.
Forse c’è qualcosa nel linguaggio del corpo di Sanna, forse c’è una connessione tra lui e la vittima che ancora non ho scoperto. Domani tornerò sui miei passi, analizzerò ogni indizio con maggiore attenzione e cercherò di trovare il dettaglio che potrebbe ribaltare l’intera indagine.
La verità è lì, più vicina di quanto sembri.