Il tempio di Vesta

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Testo: Il tempio di Vesta
di Paulus

Telamoni e cariatidi si alternano sorreggendo le architravi del tempo in abbandono, nel deambulatorio si alzano pioppi e aceri che ombreggiano le capriate, la vegetazione lussureggiante di un verde acceso anela alla luce. Le vestali, la tuniche bianche di grezzo tessuto di lino, dandosi il cambio saziano la sacra vampa consacrata alla dea Vesta, la vampa che arde dalla consacrazione del santuario, giorno e notte, dalla primavera all'autunno. I battitori si accomodano sugli stilobati polverosi, smontano i fucili ne lubrificano le canne ungono l'otturatore, ma le camere di scoppio sono scariche; per i due la caccia non è che una finzione. Anche il bracco ungherese non insegue la preda è sazio e posa il capo sul femore del cinofilo che lo accarezza. Si accerta la profezia d'Isaia "spezzeranno le loro spade per farne aratri". Non dovrai, un giorno, placare la fame perché la tua pienezza sarà perpetua come la brace che le vestali sostentano. La fame non morderà le viscere quella fame che corruga la bocca dello stomaco. Il lupo fraternizzerà con l'agnello, la patera con il capretto, il vitello con il leoncino. Il bracco si rizza tende l'orecchio al trambusto della boscaglia al brusio delle sacerdotesse votate alla dea Vesta. E' un sussurro di api sciamanti che dondolano dalla fronda, il grugnito di novelli cinghiali. Quando cala il sole dietro le dune levigate dai rovesci i due amici appiccano il fuoco per riscaldare la pietanza al margine della radura.
Il tempio di Vesta testo di Paulus
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