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Pensi tu mai di me quando sola dimori,
Su la panca ov'io t'ebbi conosciuta un giorno,
Quivi tra i mirti e i pallidi notturni fulgori,
E piovea — su i tuoi crini avea la spuma soggiorno.
Vedi tu mai di me l'ombra nella notte cupa?
Rammenti miele ancor su la bocca inaridita:
La brezza scotea la quercia bruna e rupa,
E le labbra — sì ch'io riputai mia sorte gradita.
Allorché rimiravo un faggio grande e possente
Che quasi mi rivelò d'essermi in amor involto,
Ché l'anima smarrì e al faggio si volse repente,
Un foco vivo — e pur dal suo calor è il cor sciolto.