Juliette – Prologo Pt.5

scritto da Nigthafter
Scritto Ieri • Pubblicato 10 ore fa • Revisionato 10 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Nigthafter
Autore del testo Nigthafter
Immagine di Nigthafter
“Putain… che notte di merda” mormorò accendendosi l’ennesima sigaretta. Tirò una profonda boccata, poi espirò il fumo e lo guardò salire lento verso il soffitto.
- Nota dell'autore Nigthafter

Testo: Juliette – Prologo Pt.5
di Nigthafter




Juliette – Prologo Pt.5


La sala operativa del CROSS Gris-Nez ad Audinghen sembrava sospesa nel buio, proprio sotto la grande sagoma del faro del Cap Gris-Nez.
Da lì controllavano uno dei corridoi marittimi più affollati del pianeta, con gli occhi fissi sul Pas de Calais ventiquattr’ore su ventiquattro.

Era il cuore silenzioso di tutte le emergenze del settore. Canale 16 VHF sempre acceso, 156.800 MHz, pronto a raccogliere qualsiasi grido nel buio.
Quella notte di turno c’erano solo due uomini.
La sala era immersa in una penombra bluastra, illuminata dai monitor e dalle lucine delle radio.
Si sentiva solo il soffio costante delle frequenze, il ronzio dei ventilatori e ogni tanto il crepitio di una scarica statica.
Gerard Durand, quartier-maître e chef de quart, stava davanti al pannello principale.
Con il gomito appoggiato sul freddo tavolo metallico, il quarto caffè in mano e il posacenere pieno di mozziconi Gitanes, fumate fino al filtro.
Fuori, pioggia e vento picchiavano sulle vetrate come se volessero entrare.
Ogni tanto si alzava, faceva due passi rigidi per sgranchirsi le gambe e guardava il mare nero oltre il vetro.
Le luci dei cargo scivolavano lente, quasi ipnotiche, come un traffico fantasma su binari invisibili.
Il radar girava instancabile, tracciando i suoi cerchi verdi.
Le 03:47. Ancora quattro ore di turno.
“Putain… che notte di merda” mormorò accendendosi l’ennesima sigaretta.
Tirò una profonda boccata, poi espirò il fumo e lo guardò salire lento verso il soffitto. Chiuse gli occhi un secondo e subito gli tornò in testa la voce della moglie: Voleva il divorzio e pretendeva di tenersi la casa e la Clio.
Se le cose fossero andate male, rischiava di ritrovarsi senza neppure il tetto della macchina sotto cui dormire.
Ma non poteva permettersi di pensarci ora. Non sul canale 16, che era sacro.
Un bip secco. La spia del canale si accese di rosso.

Durand sobbalzò, schiacciò la sigaretta e afferrò il microfono.
- CROSS Gris-Nez. Ricevo il Mayday. Parlate.
Dall’altoparlante arrivò una voce agitata, quasi rotta dal vento e dall'angoscia. - Qui peschereccio Marianne, Emile Gaillard. Abbiamo… cazzo, abbiamo tirato su una morta nella rete!
Durand si raddrizzò sulla sedia. Il collega Bertrand aveva già chiuso la rivista.
- Marianne, qui CROSS Gris-Nez. Vi ricevo chiaro. Ditemi esattamente cosa avete a bordo.
- Una donna… capelli rossi, vestita di nero. È completamente putrefatta. Era impigliata nella rete a strascico. Non l’ho tirata su, è ancora lì a poppa, incastrata. Non voglio quella roba sulla mia barca, porca puttana.
- Durand parlò con voce ferma, lenta, cercando di trasmettere calma. - Ricevuto, Marianne. Posizione?
- 50°48’N, 001°35’E. Più o meno diciotto miglia a nord-ovest di Gris-Nez.
- Avete il corpo ancora in rete o l’avete issato?
- Sta ancora lì fuori, grazie a Dio. Non la tocco nemmeno se mi pagano
- Bene. Restate dove siete. Stiamo attivando la vedetta SNSM più vicina. All’alba sarà da voi. Nel frattempo, se riuscite a farlo senza rischi, fissatela con una cima in modo che non si stacchi.
- Devo fare da babysitter a un cadavere fino all’alba?!
- Cercheremo di muoverci il più in fretta possibile. Restate in ascolto sul 16, Marianne. Vi richiamo tra poco.

Durand posò il microfono. Bertrand era già in piedi.
- Notifica alla squadra. Cadavere recuperato dal Marianne di Emile Gaillard. Posizione 50°48 Nord. Donna, capelli rossi, in decomposizione. Mandiamo la vedetta all’alba. Avvisare Gendarmeria Marittima e Prefettura.
- Attenzione squadra operazioni! Chiamata dal peschereccio Marianne del capitano Emile Gaillard. - seguirono i dati del peschereccio e la posione - È solo a bordo. Abbiamo registrato tutto. Chiede istruzioni.
- Ufficiale di guardia Roland – la voce era annoiata - Ricevuto. È un decesso in mare, non un’emergenza vitale. Avvisiamo la Gendarmeria Marittima e la Prefettura. Vista l’ora… mandiamo la vedetta SNSM più vicina all’alba. Che resti in posizione e cerchi di tenere legato alla barca.
Dopo la trasmisione rimase un secondo in silenzio. Poi Bertrand si voltò, pallido.«Aspetta… Emile Gaillard di Escalles-sur-Dunes? Quello di Audresselles?»
- Sì, è lui. - rispose Durand.
- Cazzo… - Bertrand deglutì. - È il mio paese.

(Continua)

Juliette – Prologo Pt.5 testo di Nigthafter
1