L'ultimo sguardo della Luna

scritto da Gabriele Capraro
Scritto Ieri • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Autore del testo Gabriele Capraro

Testo: L'ultimo sguardo della Luna
di Gabriele Capraro

Nel momento esatto in cui il tuo respiro cessava, fragile come le
travi di una vecchia casa
che crolla,
io stavo lì, immobile, un po’ come la luna che guarda, priva di
consolazioni.
La luna che rimane
bloccata nell'oscurità,
e intanto osserva
tutto ciò che ama spegnersi
silenziosamente.

E non sa essere altro 
che luce,
priva di calore

priva di speranza.

Fui solo un testimone muto di un qualcosa che piano piano si 
dissolveva,
come si guarda il mare che
risucchia, senza fretta, ogni
singola
cosa.

Poi, quando la realtà ha ceduto al proprio passo e tu sei tornata – da dove vengono le cose che non muoiono –
integra, con quella lingua
calda che non conosce né rancore
né confine,
ti ho chiesto perdono
per quelle mani ferme, per quel silenzio
colpevole.

La tua lingua sulla mia mano era più reale di tutto ciò che avessi
creduto reale sino ad
allora.

Tu mi hai baciato le dita come chi sa amare senza condizioni,
come chi non conosce la parola abbandono.

Con quella fedeltà che gli uomini cercano
nei canti,
e non trovano
nelle persone.

Finché una voce – una mancanza totale del suono –
ti ha chiamata verso la propria direzione,
dove il cielo smette di essere tale,
e inizia il nulla
che non si osa nominare.

Né il varco, né l’infinito mai raggiunto,
né il limite tra il mio mondo che sa di poter morire e l’ignoto
svuotato
dalla sola certezza
di esistere.

Ho urlato il tuo nome
mentre correvo
verso l'orizzonte
che non cessava di
arretrare
a ogni mio passo.

Ti ho vista dissolvere
finché nell’aria, profumata
ancora
della tua essenza, di un calore
privo
di significato
ma ricco di certezze,
mi è rimasto solo il tuo abbaio: una domanda che il mondo
non è in grado
di rispondere.

A Luna, che ha attraversato
quell’oblio
senza mai smettere
di amarmi.

L'ultimo sguardo della Luna testo di Gabriele Capraro
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