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GUN
Senti. Senti il canto intonato degli
Uccelli. E la musica dei fringuelli.
Il loro spartito forse improvvisato,
Ma non per questo meno armonizzato.
Senti. Ascolta la libera melodia
Di un canarino, lo zirlo del tordo,
Il trillo dell’allodola e il cinguettio
Del passero perfettamente in accordo.
Ascolta la tortora, la colomba
Che tuba come dentro in una fiaba,
Il pettirosso che chiccola, il suono
Ticchettato di una scricciola. Senti.
Ascolta l’usignolo che gorgheggia,
Il suo stornello quando vocalizza.
Senti, senti il garrito della rondine,
Le girandole degli echi tra le fronde.
Senti la poiana che fischia, ascolta
Il frinire delle cicale, il ronzio
Delle api, il bramito di un cervo, l’orso
Che ruglia, il grufolare indispettito
Del cinghiale, lo squittio dello scoiattolo…
Senti. Ascolta, e poi dimmi cosa c’entra
Con questa orchestra di incommensurabile
Armonia, con quella sua polifonica
Sinfonia, cosa c’entra il guaiolare
Di una volpe orfana, il verso della lepre
Impallinata, il lamento di pernici
E di fagiani dall’ala insanguinata?
Con in mano il tuo fucile ti credi
Il padreterno e invece sei un vile
Che si candida a un posto nell’inferno!
È molto più vicino a Dio il merlo
Che agonizza nella tasca del tuo gilet
E nel suo ultimo pigolio ti domanda: perché?