Frequentavo, tempo fa, la " Taverna del conte ", una table d'hote ricavata dalla antica proprietà di un nobile che consentiva al " single " poco propenso a spignattare in cucina, di mangiare decorosamente ad un prezzo equo. Occupavo quasi sempre lo stesso tavolo, dal quale potevo ammirare un orrendo quadro ad olio, raffigurante una marina e una macchia sul muro dalla forma particolarissima nella quale non era difficile riconoscre il profilo di un uomo dell' ottocento, con tanto di cappello a cilindro e barba fluente.
Una sera, non so come mai, feci notare quella macchia al proprietario dell' osteria, il quale mi disse di non averci mai fatto caso:
- Cosa vuole, case come queste, costruite ancora come una volta, hano spesso questi trasudi di umido -
Anche sulla forma concordò con me che era ben strana e che senz'altro, alla prima occasione, avrebbe provveduto a raschiarla via e a ridipingere la parete, proposito che, ovviamente, non venne mai attuato ma che, anzi, venne dimenticato quasi certamente la sera stessa.
Mi capitò, però, una sera, di recarmi a cena assai prima della mia ora consueta, solitamente molto tarda e trovai il locale vuoto, salvo il tavolo d'angolo che era occupato da un uomo già piuttosto anziano, con una bella testa di capelli bianchi ed una curatissima barba ad incorniciargli il viso. Aveva una giacca nera, di ottimo tessuto, un gilet, pure nero, e una camicia bianca con il colletto inamidato. Il gilet era attraversato da una preziosa catenella d' argento, che andava a morire nel taschino destro e alla quale era attaccato un orologio a cipolla che l'uomo consultava, di tanto in tanto. Sedetti al mio tavolo consueto e subito notai che la macchia non c'era più. Pensai che, finalmente, il padrone si fosse deciso a ripulirla e quando arrivò per chiedermi cosa desiderassi a cena, ne approfittai per chiedere chi fosse quel distinto anziano signore.
- Ah, quello... noi lo chiamiamo " il professore ", ma chi veramente sia non lo sa nessuno. Arriva qui, puntuale al minuto, per mezzogiorno e per le otto di sera, mangia e se ne va, non da confidenza a nessuno.-
Feci anche notare quanto insolito fosse quell' abbigliamento:
- Non è una cosa che mi riguardi: per me uno può pure andarsene in giro in costume da bagno, se crede." vivi e lascia vivere" è il mio motto -.
- Vedo che, alla fine, vi siete deciso a ripulire quella macchia sul muro - dissi io, cambiando discorso. Il padrone mi sgranò tanto d'occhi e mi fissò incuriosito:
- Io non ho ripulito proprio nulla - e se ne andò nel retro cucina con le ordinazioni.
Rimasi perplesso: non aveva scrostato la macchia, però la stessa era sparita. Rimaneva quella orrenda marina, purtroppo, ma la macchia non c'era più.
Nel frattempo, l'anziano signore aveva terminato la propria cena, si avviò all'attaccapanni, recuperò soprabito e cappello, mi guardò, unico cliente del locale, si toccò leggermente il cappello, in cenno di saluto e fece per uscire. Non so come mai, quasi istintivamente, mi venne di chiedergli:
- Ma lei non paga ? -
L'anziano mi guardò, senza severità, e poi mi rispose con l' espressione più ovvia di questa terra:
- Lei non paga, immagino, quando pranza a casa sua ! - mi sorrise, aprì la porta e uscì. Non aveva ancora terminato di scendere i due scalini che davano sulla strada, che sul muro ricomparve la macchia, con l'esatto profilo del vecchio che era appena andato via. Nel frattempo, giunse il padrone con la mia cena. Avrei voluto chiedergli spiegazioni, sapere come mai quel cliente non pagava le consumazioni, se davvero quella era la sua casa, ma poi decisi di non chiedergli nulla, anche perchè, forse, spiegazioni non me ne avrebbe sapute dare e, quasi sicuramente, mi avrebbe risposto che lui non badava a queste cose e che una macchia in più o in meno sul muro non avrebbe cambiato il corso della sua esistenza.
Adesso la " Taverna del conte " non c'è più. Al suo posto c'è un negozio che noleggia e vende videocassette. I muri, all'interno, sono stati ripuliti per bene e reintonacati. Però, all' esterno, la dove il muro perimetrale confina con un vecchio palazzo, si può vedere ancora una chiazza oscura che, ad osservarla con attenzione, svela la silhouette di un anziano, distinto signore vestito alla moda dell'ottocento.
La macchia sul muro testo di manfer