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Io lo so che le poesie le scrivono i poeti
Lo so che i cantori vedono sogni e scrivono amore
Lo so che l'unicità dei versi esiste in poche menti
Non sono un poeta, non sono un cantore
Non sono un paroliere, né uno scrittore
Ma ogni giorno le mie emozioni si svegliano
Aprono l'armadio e scelgono il vestito da indossare
A volte colorato, a volte spento
Escono, camminano per le strade più pericolose arrivando quasi sempre a casa sane e salve
Ma a volte capita che ti incontrano
Che ti vedono sorseggiare un caffè
Che ti vedono vivere la vita
Che ti vedono
Poi tornano a casa, non salve ma vive
Stendono le mie resistenze e mi chiedono di parlare
Mi chiedono di liberarle, di lasciarle in pasto a se stesse
Ed io non riesco a farle desistere
Catturo l'anima e imprimo parole d'inchiostro
Le ascolto dettare parole d'incanto, parole perlate
Le emozioni sanno di te, di te così come sei
Ed io continuo a formare parole
Le emozioni sanno, io servo
Descrivono il tuo viso, gli imbarazzi
Descrivono i rossori, le tue mani
Descrivono il nero dei capelli, il luccichio degli occhi
Parlano della tua bocca, rossa, come carne appena tagliata
Parlano della tua schiena, uno scudo, una forza
Parlano della tua voce, una musica, un ricordo
Pronta, ho steso parole di seta
Parole che restano, parole per te
Non sarò mai un poeta, non un cantore
Non scrivo opere, né versi da premi
Perché sei tu, tu sei poesia
Ed io solo un mezzo, la tela su cui hai disegnato te stesso, il foglio sul quale formi i tuoi sogni, i versi che raccontano la tua pelle
Son questo, la testimonianza, la traccia, la prova della tua esistenza
Non sarò mai un paroliere, non uno scrittore
Solo una schiava, milite del cuore