L'angelo che ti somiglia

scritto da lubeck92
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Gli angeli, forse, non hanno ali. Camminano accanto a noi, confusi tra la gente, e compiono piccoli miracoli con una parola, un gesto, un sorriso. A volte basta riconoscerli. Altre volte siamo noi, senza saperlo, a somigliare a loro.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: L'angelo che ti somiglia
di lubeck92

L’angelo che ti somiglia

Quando incontri un angelo,

non importa se in metropolitana o dal fornaio,

le costellazioni non precipitano,

non si incrina lo smalto del cielo.

Non avrai un sussulto nel petto,

e il vento, distratto per le strade,

non tremerà sotto le sue ali

tintinnando come cristallo intagliato.

Gli orologi non si fermeranno impauriti,

inciampando sul bordo di un minuto,

né impallidirà come in punto di morte

il vecchio lampione ricurvo.

E nel parco, incendiato d’autunno,

non torneranno a fiorire le piante,

né qualcuno troverà ambra

nelle pozzanghere increspate dalla pioggia.

Quando incontri un angelo,

difficilmente noterai qualcosa di diverso:

sarà un passante con l’ombrello e le borse,

uguale a tutti gli altri.

Nessun sacerdote canterà per lui,

nessun peccatore gli confesserà le proprie colpe,

nessuno cadrà ai suoi piedi,

nessuno gli bacerà le mani.

E il miracolo delle pagine della Bibbia

non dilagherà come un fiume per la città:

il cieco non vedrà la strada

e la polvere non diventerà pane.

Eppure, all’improvviso, comprenderai

cosa significhi compiere miracoli senza oro,

senza ali di platino bianco,

senza spada né poteri magici.

Perché anche con le parole,

non soltanto con i gesti,

si possono curare i feriti.

Nessuno ha mai perso le gambe

per aver ceduto il proprio posto sull’autobus.

Un sorriso, nel gelo umido dell’autunno,

può essere più caldo di una fiamma,

e nessuno è diventato povero

per aver udito:

«Dammi qualcosa, figliolo».

Non cercare di ripulire il mondo

da tutto ciò che è oscuro:

volgiti tu, piuttosto,

verso ciò che è puro.

Non pretendere di salvare

una città dalla fame:

salva un gatto

e i suoi tre gattini.

E allora l’angelo

che camminava solo per la strada

all’improvviso riconoscerà

qualcuno che gli somiglia,

quando, nel vetro di una vetrina

o nell’acqua ferma di una pozzanghera,

per caso incontrerà il tuo sguardo.

E forse sorriderà,

senza che tu sappia perché.

Perché a volte gli angeli

non si riconoscono dalle ali,

ma dal bene che lasciano

dove sono passati.


© Copyright 2026  Johann Lubeck 

L'angelo che ti somiglia testo di lubeck92
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