La voce non suona più limpida, il cuore non batte più a tempo, le dita tremano scrivendo queste righe. Ho perso tutto. Un pugnale nel petto farebbe meno male, stozzarmi mi farebbe, probabilmente, respirare di più.
Pallida, guardo la luce accanto al mio letto vorrei brillare così, ma ormai sono trasparente perfino ai tuoi occhi.
Fisso il muro candido della mia camera, i mobili bianchi che la arricchiscono. Tutto pulito, tutto in ordine, eppure basta la mia presenza per renderla una discarica.
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