30 anni aveva mia madre quella notte. 30 giorni mancavano al suo compleanno. E 30 minuti erano passati dall'arrivo della prima guardia, che 30 volte le aveva chiesto se avesse qualcuno nascosto dentro casa. E lei, 30 volte aveva mentito, consapevole di nascondere il mio corpo, che da 30 lunghi minuti soffocava sotto il peso di quelle coperte e di quelle domande. Ma a lei non importava, era con me e mi dava 30 carezze, una per ogni minuti distanti.
Da quella notte, per 30 giorni, 30 uomini hanno bussato alla porta di mia madre e lei per 30 volte ha mentito, tenendo nascosto il mio corpo che da 30 giorni non vede la luce del sole. E nel giorno del suo compleanno, la trentesima guardia ha bussato e mamma non ha aperto. 30 secondi e la guardia ha sfondato. Prima la porta, poi il cranio di mia madre. Poi, dopo 30 minuti di ricerca, la guardia se n'è andata, lasciando mia madre per terra a morire. Ma a lei non importava, nessuno mi aveva trovato. E sorrideva a 30 denti, due erano saltati con le botte della guardia.
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