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Una regola per parlare? Parlare chiaro senza illudere e senza fare inutili preamboli utili al nulla.
Quando, chiunque, si rivolge a qualcuno con l'intenzione di comunicare ha due strade: la verità o la menzogna, ovviamente gli opposti.
Se per parlare si deve far ricorso alla diretta intenzione della comunicazione si deve certo tenere presente il carattere dell'educazione, certo, ma anche della dignità dell'interlocutore che dovrebbe capire quanto è stato pronunciato.
Se mi fanno una domanda ho tre strade percorribili: la prima è la risposta, la seconda è l'ammettere che non so, la terza è la risposta non risposta, ovvero quella che divaga ma, al contempo è già una risposta.
Mi capita spesso di fare innervosire le persone perchè metto in primo piano il fatto del divagare, metto in primo piano questo e si innervosiscono perchè vado a scavare su quella loro falsità che vogliono mascherare, ma io queste cose non le spporto.
La regola che serve quindi al dialogo è quindi l'onestà ma attenzione, onestà non vuol dire ingenuità, non sto dicendo che il mondo sia tutto bello e puro e che onestamente porti a casa tutto solo così, no lungi da me.
Onestà e abilità perchè la prima trionfi, perchè ci vuole ed è necessaria, perchè quando si mette in atto l'abilità poi si viene accusati di essere macchinatori e di essere calcolatori disonesti, quindi proveranno a farti passare dalla parte del torto e tu ti sei fatto una bella difesa a tuo vantaggio servendoti di una giusta abilità.
Non posso permettermi di essere ingenuo e nemmero d'altro canto diverrò un calcolatore: terrò a mente il binomio dell'onestà e dell'abilità perchè non sono in disaccordo, perchè, è vero che il mondo non è facile e che appunto l'ingenuità non porta lontano, ed è appunto per questo che sono così: permettere alla mia dignità di avere un giusto cammino.
Mauro